Carta costituzionale
- CAPITOLO 1 - IDENTITÀ GENERALE DELLA COMUNITÀ
- CAPITOLO 2 - ORGANISMI
- CAPITOLO 3 - SOCI
- CAPITOLO 4 - ATTIVITÀ E DISPOSIZIONI VARIE
CAPITOLO 1 - IDENTITÀ GENERALE DELLA COMUNITÀ
Art. 1 NOME, RAGIONE SOCIALE ED IDENTITÀ GIURIDICA
E’ costituita l’organizzazione sociale “Comunità nuovo mondo Rimini”, di ragione sociale:
“Comunità nuovo mondo Rimini” - formazione sociale ai sensi dell’art. 2 della costituzione, senza fini di lucro, in sigla CNM Rimini.
La CNM Rimini ha le seguenti due seguenti due caratteristiche giuridiche di base:
A) Formazione giuridica secondo l’articolo 2 della costituzione.
Questa carta rappresenta un contratto privato e comunitario fra gli associati.
L’articolo 2 della costituzione italiana afferma “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”
La Comunità Nuovo Mondo (in sigla CNM) Rimini si definisce come una formazione sociale, ai sensi dell'art. 2 della costituzione, dove si svolge la personalità dei cittadini aderenti, per meglio adempiere alle finalità di solidarietà politica, economica e sociale. Analogamente ad una associazione di promozione sociale la CNM svolge attività a favore di associati o terzi, senza finalità di lucro. Essa è definita e regolamentata dalla presente Carta costituzionale. E' una libera organizzazione di tipo comunitario, una “famiglia allargata”, in cui ogni partecipante alla Comunità opera per il bene di tutti gli altri partecipanti e insieme ad essi opera per il bene collettivo. Essa ha quindi sia una natura di condivisione e mutualistica (nei rapporti interni) che una natura sociale (interna e nei rapporti verso l’esterno).
B) Senza finalità di lucro.
La CNM Rimini è una organizzazione collettiva privata e non commerciale, senza finalità di lucro, riceve donazioni per le sue finalità sociali, non genera e non distribuisce utili o dividendi. Alla sua eventuale chiusura, dona i suoi eventuali residui attivi per finalità sociali. Pur non essendo un ETS come definito dal DL 3 luglio 2017, n. 117, si adegua ai seguenti dettati degli artt. 8 e 9 del suddetto decreto “Il patrimonio degli enti del Terzo settore, comprensivo di eventuali ricavi, rendite, proventi, entrate comunque denominate e' utilizzato per lo svolgimento dell'attività statutaria ai fini dell'esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. E' vietata la distribuzione, anche indiretta, di utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve comunque denominate a fondatori, associati, lavoratori e collaboratori, amministratori ed altri componenti degli organi sociali, anche nel caso di recesso o di ogni altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo. In caso di estinzione o scioglimento, il patrimonio residuo e' devoluto, previo parere positivo dell'Ufficio di cui all'articolo 45, comma 1, e salva diversa destinazione imposta dalla legge, ad altri enti del Terzo settore secondo le disposizioni statutarie o dell'organo sociale competente o, in mancanza, alla Fondazione Italia Sociale.“
La “Comunità nuovo mondo Rimini” è una filiazione della “Comunità nuovo mondo” formazione sociale ai sensi dell’art. 2 della costituzione, con sede in Senigallia, alla quale si ispira e ne adotta gli scopi e la carta costituzionale, con piccole modifiche.
Più precisamente, la CNM Rimini è una Comunità territoriale della “Comunità nuovo mondo”, secondo la definizione che viene data delle comunità territoriali nella Carta costituzionale della CNM “madre”. Pur essendo la CNM Rimini autonoma, essa è collegata alla CNM madre dalle stesse finalità, dalla stessa strutturazione e dalla sovra-strutturazione complessiva federativa, prevista per il movimento delle CNM.
La prima sede legale sarà decisa durante l’assemblea fondativa e potrà essere cambiata in qualunque momento dal Consiglio della Comunità. La durata della Comunità è illimitata e la stessa potrà essere sciolta con delibera dell'Assemblea.
Art 2. IDENTITÀ VALORIALE DELLA COMUNITÀ
Gli individui che aderiscono alla Comunità Nuovo Mondo Rimini vogliono crescere ed evolvere in quei valori che favoriscono le relazioni positive con gli altri e la cura del bene comune e fanno crescere lo spirito di comunità. Si intende che fanno parte del bene comune anche il territorio, l’ambiente, gli esseri della natura e il comportamento ecologico.
Nei rapporti comunitari essi cercano di realizzare il principio del mutuo aiuto “Ognuno a favore di tutti gli altri e tutti a favore di ognuno” e il principio “Da ciascuno il meglio, secondo la sua individualità, le sue capacità, i suoi talenti e i suoi limiti; a ciascuno il meglio dal meglio di tutti gli altri”.
Un valore di base è lo spirito di equa e giusta condivisione e fruizione dei beni offerti dalla natura, dall’attività e dall'inventiva umana, valorizzando la creatività, la responsabilità e l'impegno personali.
Nella Comunità Nuovo Mondo Rimini le persone sono chiamate a progettare e realizzare, sia al proprio interno che verso l’esterno, una nuova società, più democratica, più fraterna, più collaborativa, più libera, più giusta, più egualitaria, più ecologica, più felice.
La Comunità nuovo mondo Rimini, come la CNM madre, è stata pensata e strutturata in maniera tale che, nel suo realizzarsi e nel suo vivere, sia già la costruzione dal basso di una nuova società. Essa si rivolge a coloro che desiderano collaborare al bene collettivo e all’evoluzione positiva di tutta l’umanità e che sentono l’impulso di aderire a questo percorso. La costruzione della nuova società qui promossa è basata completamente, e in tutti gli aspetti, sul principio di libertà e di libera adesione di coscienza, senza che sia mai previsto alcun tipo di coercizione o obbligo che non provenga da una cosciente e libera scelta. Sono libere per il comunitario aderente, per esempio, l’orientamento religioso o spirituale, l’adesione politica e partitica, le tipologie di cura, di istruzione e di dieta. Tuttavia non sono previste restrizioni se i comunitari, o singoli gruppi di comunitari, vorranno cercare insieme delle buone direzioni in questi campi, purché non in contrasto con i principi e valori ispiratori della Comunità. .
La CNM Rimini si ispira anche allo spirito della costituzione italiana, oltre che attraverso l’art. 2, anche attraverso l’art. 3 e vuole quindi concorrere a “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori (o, meglio, “di tutti i cittadini”) all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”
La CNM Rimini aderisce alla Dichiarazione universale dei diritti umani.
Art. 3. SCOPI DELLA COMUNITÀ
La Comunità Nuovo Mondo è una comunità di scopo che vuol creare una nuova società solidale, ecologica, pacifica, autenticamente democratica, realizzandola e vivendola per primo al proprio interno. La CNM ha una sua cultura di base, pur lasciando agli individui pienezza di libertà di pensiero; ha un suo diritto interno, pur vivendo all’interno di una società che ha le sue leggi da osservare e che la Comunità vuole contribuire a migliorare; crea una sua economia solidale e concordata dal basso, pur operando all’interno di una economia conflittuale, globalizzata e dominata dal capitale finanziario. La CNM vuole unire le persone intorno ad un progetto e un operare politico, economico e culturale, di carattere pratico e sperimentale, basato su una strutturazione a comunità organizzate di cittadini.
Alcuni scopi principali che la CNM Rimini intende realizzare sono i seguenti:
1. SODDISFACIMENTO DEI BISOGNI BASILARI.
Produrre beni e servizi utili al benessere e benvivere delle persone e della comunità. Fare in modo che ad ogni comunitario sia sempre garantito il soddisfacimento dignitoso dei bisogni fondamentali di vita dell'individuo umano (cibo e acqua di buona qualità, ambiente sano, vestiario, alloggio, formazione, lavoro, crescita culturale, artistica e professionale, assistenza sanitaria, assistenza nell'infanzia e nella vecchiaia, ecc.); sopperire quindi, in tali campi, attraverso la vita comunitaria, l'impegno, la solidarietà e il mutuo aiuto dei comunitari, alle eventuali carenze istituzionali. Portare insieme la responsabilità per gli aspetti basilari della vita degli individui associati. Cercare di estendere questo principio a tutti i componenti della società umana.
2. POTENZIAMENTO DELLE INDIVIDUALITÀ NELLA COMUNITÀ.
Contribuire al superamento dei limiti presenti negli individui e al dischiudersi dei loro talenti, potenzialità positive, specificità e compiti di vita; rispettare e favorire le libertà individuali, in armonia con i valori comunitari; con il contributo di tutti, svolgere un ruolo educativo e formativo collettivo, auto-educativo ed auto-formativo di comunità, che favorisca la positiva evoluzione culturale, artistica, psicologica ed economica degli individui nella comunità. Valorizzare le diversità e le individualità e cercare di costruire l’unità e l’integrazione armonica fra di esse. Evitare il pericolo di imbrigliare e reprimere le individualità nella comunità e contribuire a farle fiorire liberamente nella cura del bene comune. Dare la massima importanza sia allo sviluppo delle individualità nella comunità che alla crescita dello spirito comunitario e delle pratiche comunitarie. il bene individuale è posto in armonia con il bene comunitario, sociale e umano, o bene collettivo della comunità, società e umanità in cui si vive. L’individuo viene orientato verso il bene comune e la Comunità viene orientata verso il bene individuale. Vengono ostacolati sia comportamenti individuali contro il bene comune che comportamenti comunitari contro il bene individuale. La CNM Rimini vuole costituire un esempio concreto di una comunità di persone che mette il bene comune al di sopra del bene individuale non armonizzato al bene comune,
3. MIGLIORAMENTO DELLE RELAZIONI
Far emergere negli individui un nuovo modo di relazionarsi con se stessi e con gli altri, più consapevole, più attento, più sincero, più autentico, più empatico, più aperto. Perseguire l'arricchimento del mondo relazionale delle persone, sia in quantità che in qualità e l'affinamento del modo di relazionarsi.
4. MIGLIORAMENTO DEL RAPPORTO CON LA NATURA
Rispetto, tutela e cura degli esseri naturali, della vitalità e armonia dell'ambiente, della bellezza del territorio e del paesaggio e delle costruzioni umane in esso, in uno spirito totalmente ecologico. Tutela della biodiversità.
5. CRESCITA DEL POTERE DI AUTODETERMINAZIONE.
Portare sotto il controllo dell’individuo, organizzato in comunità, il più possibile di aspetti della sua vita (cibo, energia, abitazione, ambiente, salute, educazione, lavoro, ecc). Realizzare la democrazia diretta.
6. CONTRIBUTO AL SUPERAMENTO DEI MALI DELLA ATTUALE CIVILITÀ.
Dare il proprio contributo, con metodi nonviolenti e con l'esempio, al superamento dei grandi mali dell'umanità attuale: le guerre, la crisi economica (con la povertà per per tanti milioni di uomini e donne, le enormi differenze nel reddito, la grande concentrazione di ricchezza in poche mani, la disoccupazione diffusa), la crisi ecologica (con la distruzione e l'inquinamento dell'ambiente, i cambiamenti climatici e la grande riduzione della biodiversità), la crisi energetica, le produzioni dannose (tutti gli armamenti, gli arsenali atomici, l'energia nucleare, tutti i prodotti che generano più inquinamento che beneficio, gli organismi geneticamente modificati), la soffocante burocratizzazione delle società produttivamente più progredite, la crisi democratica (con la grande concentrazione di potere in ambito finanziario e burocratico e il dominio di pochi sui molti).
7. PASSAGGIO DALLA CONCORRENZA ALLA COOPERAZIONE.
Per passare da una organizzazione sociale competitiva-conflittuale ad una collaborativa e solidale, l'unica via è quella comunitaria, in cui gli individui e le imprese non vengono posti all'interno dei principi di competizione, conflittualità, interessi contrapposti, dominio dei più forti e estinzione dei più deboli (sistema attuale), ma all'interno dei principi di solidarietà, collaborazione, condivisione, mutuo aiuto, accordo, arricchimento reciproco.
8. NUOVO CONCETTO DI OCCUPAZIONE.
Questo nuovo modello sociale comunitario è anche l'unico capace di risolvere radicalmente il problema della disoccupazione, perché può impiegare tutti quelli che lo vogliono in attività di condivisione familiare e mutuo aiuto, per il bene degli individui e delle Comunità e della Società. Il progresso scientifico e tecnologico, l’automazione e la concentrazione di ricchezza in poche mani, nell'attuale modello sociale generano disoccupazione, mentre in un approccio comunitario di condivisione e mutuo aiuto, il progresso scientifico non crea danni, ma solo vantaggi.
Ciò avviene attraverso comunità strutturate per la gestione diretta di tutti gli aspetti basilari di vita degli individui, in cui a tutti viene attribuita pari dignità e tutti hanno la possibilità di essere attivi, sotto la direzione delle strutture della Comunità, con responsabilità ampiamente distribuite, in modo che chiunque voglia possa misurarsi con esse e portare le proprie idee innovative.
9. CRESCITA DEL MOVIMENTO COMUNITARIO.
A partire da una prima Comunità madre, promuovere la nascita di altre Comunità coordinate, affratellate e federate, fondate sugli stessi o analoghi valori e scopi. Promuovere nella società la cultura comunitaria del bene comune e le iniziative e strutture di carattere comunitario. Porsi come punto di riferimento per lo sviluppo e la diffusione della cultura comunitaria in tutta la società. Promuovere la Federazione delle Comunità che andranno nascendo.
10. CREAZIONE DAL BASSO DI UN NUOVO MODELLO DI SOCIETÀ.
Comunità di questo tipo vogliono e possono diventare le cellule di base con le quali costruire una nuova organizzazione sociale, creando al proprio interno un modello di gestione comunitaria che possa estendersi, dando un contributo ad una trasformazione sistemica della società dal basso, alla costruzione di una nuova società, con una nuova cultura, una nuova economia e un nuovo diritto, anche attingendo al meglio espresso finora dalla società. Fra l’economia del privato e l’economia dello stato, viene a crearsi un nuovo livello economico: quello dell’economia solidaristica e mutualistica delle comunità. Il portare l’indagine e l’azione sulla creazione di un nuovo modello sociale, creato direttamente dal basso, è una specificità forte e principale delle CNM.
11. AMPLIAMENTO DEI “BENI COMUNI”
Anche per l’aspetto della proprietà si ha l’obiettivo di far crescere forme collettive, comunitarie e sociali, di proprietà e inoltre di sostenere una politica che tuteli e ampli il campo dei “beni comuni” e li renda gestibili con il concetto della “sussidiarietà dal basso”, cioè da parte dei cittadini più vicini ai beni stessi.
12. NASCITA DI UNA NUOVA CIVILTÀ.
Contribuire allo sviluppo di una società e di una civiltà comunitaria che favorisca un'ampia diffusione di tutte le scienze e le arti positive, per il benvivere di tutti, una civiltà che generi bellezza e armonia. Sviluppare una cultura libera, che ampli le conoscenze e le arti, migliori le relazioni e si traduca anche in attività fruibili dalla comunità.
13. NUOVO STATO POLITICO FEDERATO
In politica le Comunità Nuovo Mondo promuovono culturalmente la democrazia diretta e partecipativa e la nascita di uno Stato federale fondato su Comunità territoriali istituzionalizzate (che sono comunità che riguardano tutti i cittadini, sono un livello istituzionale dello Stato, cosa diversa dalle comunità private definite da questa carta) e una Europa federata e democratica, fondata sugli stati e le regioni, su un modello olivettiano aggiornato (libro: L'ordine politico delle comunità), prendendo qualche spunto positivo anche dal modello federale svizzero e dai modelli degli altri stati federati, per arrivare anche alla federazione mondiale di una umanità unica e affratellata. Si vuole uno Stato strutturato in modo tale da poter essere sia perfettamente unitario che perfettamente basato sulle diversità territoriali, con il locale che controlla il nazionale e il nazionale che controlla il locale.
14. PROMOZIONE DELLO SPIRITO COMUNITARIO.
Affinché la Comunità possa realizzare tutti i precedenti scopi, uno scopo antecedente a tutti gli altri è quello di realizzare una solida e continua edificazione della Comunità stessa, senza cui nulla può essere compiuto. Occorre creare spirito comunitario, formare comunità di persone che hanno reciproca fiducia e vogliono costruire insieme una nuova e migliore società. Sulla base delle comunità affiatate e armonizzate, nelle finalità e nelle relazioni, si potrà poi operare per trasformare la società.
15 CURA DELLA QUALITÀ
Curare la qualità, l’ecologicità e la bellezza, dei prodotti, degli ambienti, delle costruzioni, del paesaggio, delle attività, delle relazioni.
16. PROMOZIONE DI UN PERCORSO EVOLUTIVO.
A partire dalle concrete esperienze comunitarie, promuovere pratiche e percorsi evolutivi interiori, che rendano più facile, per gli associati, la realizzazione dei valori e delle finalità precedenti. Promuovere anche incontri con persone che possano dare un contributo positivo in questa direzione.
Art 4. LA CULTURA DI BASE DELLA COMUNITÀ.
La cultura di base della comunità è data dai valori di cui al art. 2 e dagli scopi di cui al art. 3. In sintesi si può dire che essa è caratterizzata dalle seguenti parole: ecologia profonda, solidarietà e giustizia sociale, democrazia diretta, spirito comunitario e di condivisione, mutuo aiuto, potenziamento dei beni comuni, priorità delle buone relazioni e rispetto delle individualità e della libertà, crescita nelle conoscenze scientifiche e nelle espressioni artistiche, cura del sentimento di avere una missione comune, che comprende le missioni individuali, ma va anche oltre.
Art 5. L’ECONOMIA PROMOSSA DALLA COMUNITÀ.
La CNM Rimini, promuove due tipi di economia:
A) Una economia interna, da famiglia allargata, di condivisione e mutuo aiuto, non commerciale, fondata sull’adesione volontaria libera, sull’impegno volontario e su regole interne.
B) Una economia fondata su imprese convenzionali, che come tali sono del tutto distinte dalla CNM Rimini stessa, pur essendo da lei promosse e dai suoi soci
Si prevede che i soci siano motivati ad usufruire sia di beni prodotti dal sistema familiare-comunitario, sia di beni prodotti da imprese promosse dalla comunità o a lei collegate tramite patti. Per i beni non reperibili tramite queste due vie i soci saranno orientati a rivolgersi preferibilmente ad altre aziende dell’economia ecologica e solidale.
Art 6. LA DIMENSIONE NUMERICA DELLA COMUNITÀ
La dimensione della Comunità in numero di persone coinvolte è inizialmente libera Saranno l'esperienza e la condivisione a fornire il giusto orientamento ed eventualmente a consigliare di porre qualche tipo di limite. Indicativamente si tende ad un insieme di comunità federate fra di loro che possano avere ciascuna dai 100 ai 1200 componenti, ma ogni comunità sarà libera di definire eventuali limiti.
Art 7. LA DIMENSIONE TERRITORIALE DELLA COMUNITÀ
Possono aderire alla CNM Rimini tutte le persone residenti o domiciliate nella provincia riminese. Possono aderire alla Comunità anche persone lontane da questo baricentro, ma non in numero superiore alla metà degli associati.
Art 8. LA FEDERAZIONE DELLE COMUNITÀ NUOVO MONDO
La Comunità Nuovo Mondo “madre” promuove le CNM territoriali e la loro federazione. La CNM Rimini è disponibile al progetto federativo, nel momento in cui sia maturo. Il modello complessivo che si vuole raggiungere è quello di tante comunità territoriali affratellate e federate, unite da valori e prassi comuni, dall'aiuto reciproco e dallo scambio culturale ed economico, le quali agiscano in modo positivizzante all'interno delle loro comunità territoriali complessive, formate da tutti gli individui che abitano sul loro territorio di riferimento.
Art 9. GRUPPI TERRITORIALI
All’interno di ognuna di queste comunità territoriali si potranno creare anche sotto-comunità o gruppi territoriali più limitati per realizzare una maggiore partecipazione dentro la comunità complessiva. Quindi, dato un territorio di riferimento, potranno esserci momentaneamente gruppi di soci esterni a questo territorio, mentre all’interno del territorio potranno formarsi dei sotto-gruppi. La visione complessiva della CNM è policentrica e coordinata, sia perché prevede un insieme di tante CNM territoriali, federate fra di loro, sia perché all’interno del singolo territorio o distretto prevede la costruzione o integrazione, di tanti centri di vita comunitaria, produttivi o abitativi, o culturali o ecologici, in libere combinazioni. Per le persone il primo approccio alla CNM potrà essere di tipo culturale, con la partecipazione ad un gruppo territoriale o tematico e con la lettura dei documenti di base.
CAPITOLO 2 - ORGANISMI
Art. 10. ORGANISMI DELLA COMUNITÀ
Per una sua buona gestione interna e per creare un modello di gestione democratica comunitaria, la Comunità si dota dei seguenti organismi, disciplinati come appresso:
A) il Convivio
B) l'Assemblea
C) il Consiglio culturale
D) il Consiglio giuridico
E) il Consiglio economico
F) il Consiglio di Comunità
G) i Gruppi di lavoro tematici
Potrà inoltre liberamente dotarsi dei seguenti consigli di genere e di età, o altri
H) il Consiglio delle Donne
I) il Consiglio degli Uomini
L) il Consiglio dei Giovani
M) il Consiglio degli Anziani
Art. 11. IL CONVIVIO
Il convivio è un incontro conviviale degli aderenti alla Comunità, indetto per un qualche scopo comunitario. Per esempio: festeggiare, mangiare, parlare della gestione della Comunità o di altri aspetti della Comunità o della società. Le modalità di convocazione dei convivi sono descritte e regolamento interno. Come in una famiglia non si vota, anche negli incontri di convivio non sono previsti voti e decisioni e la partecipazione ad essi è libera. Possono organizzarsi liberamente anche Convivi parziali, per gruppi di comunitari (convivio di impresa, convivio di tema, convivio di territorio, ecc.). Il Convivio, o incontro conviviale, vuole essere una forma diffusa e frequente di incontro degli aderenti alla Comunità.
Art. 12. L'ASSEMBLEA
Essa è l'incontro aperto a tutti i soci, per prendere decisioni che riguardano alcuni aspetti importanti della vita comunitaria (l'aggiornamento della presente carta, la chiusura della Comunità, l'elezione dei consigli culturale, giuridico ed economico, la durata del loro mandato) e ogni altro tema proposto da chi convoca l'incontro e ne predispone il programma. Ogni singola assemblea può surrogare o assumere per sé qualsiasi compito di pertinenza dei 4 consigli, purché il punto sia stato indicato nell’ordine del giorno.
La convocazione dell’assemblea, sempre in unica convocazione e non in prima e seconda convocazione, può essere fatta
- da uno dei 4 consigli di cui ai successivi articoli, da esso deliberata a maggioranza semplice
- da almeno due dei coordinatori di questi consigli
- da almeno 20 soci comunitari
- dal Rappresentante o dal vice-rappresentante della Comunità o del Coordinatore del Consiglio della Comunità.
Gli avvisi devono essere stati inoltrati almeno 5 giorni prima, via e-mail o messaggio telefonico. Chi non dispone di indirizzo e-mail o di telefono cellulare, è tenuto ad accordarsi con un altro comunitario, per ricevere la notizia della convocazione. A regolamento interno potranno essere previsti altri metodi supplementari di informazione (esempio: bacheca in locali frequentati dai comunitari). Gli indirizzi e-mail e i numeri di telefono vanno tenuti aggiornati a cura dei singoli comunitari.
Le decisioni sono valide, anche per temi di carattere straordinario, se sono presenti almeno il 10% dei comunitari, o almeno 30 comunitari. Per le decisioni l'assemblea tende a decidere all'unanimità, in un clima positivo e creativo. Quando non si raggiunga subito l'unanimità si cercherà di approfondire il problema, in modo da raggiungere una sintesi che tenga conto contemporaneamente dei diversi punti di vista. Nel caso di controversie irrisolvibili durante l'incontro in atto, se possibile, la decisione viene rimandata ad un incontro successivo. Se su un punto le controversie rimangono, la decisione viene presa a maggioranza del 75% dei presenti e le persone (o la persona) in netta minoranza (non oltre il 25% del gruppo) sono tenute a dare fiducia alla decisione presa, a non frapporre ostacoli e, se previsto, a collaborare. Nel caso in cui la visione differente o più visioni differenti abbiano più del 25 % di consenso complessivamente, e dopo che siano state tentate le strade di ampliamento del consenso, la decisione viene bloccata e l'eventuale iniziativa progettata viene sospesa o annullata. Potrà essere organizzato un incontro di approfondimento sul tema, con l'eventuale presenza di persone esterne alla Comunità. Per ogni decisione deve essere chiaro come venga realizzata, chi e in quale modo vi collabora, che tempi e costi comporta e chi li supporta, quali sono i responsabili scelti per l'attuazione. Questo metodo decisionale dell'assemblea, è esteso anche ai 4 consigli della Comunità, di cui ai successivi punti.
L’assemblea è presieduta da uno dei due legali rappresentanti, o da un socio da essi nominato, o dal coordinatore del consiglio di comunità. Il presidente nomina un segretario verbalizzante. Il verbale può limitarsi a riportare solo l’ordine del giorno, il numero di presenti e le decisioni prese.
Art. 13. ASSEMBLEE TERRITORIALI
Quando la comunità abbia raggiunto un numero di componenti che renda difficile una buona gestione dell’incontro assembleare in plenaria, per trattare in modo più esteso, efficace e partecipato alcuni temi importanti, l’Assemblea potrà approvare l’istituzione di assemblee territoriali, appositamente disciplinate a regolamento interno. L’istituzione di comunità territoriali autonome e federate potrà prevenire la necessità di assemblee territoriali della comunità madre (prima comunità nata).
Art. 14. IL CONSIGLIO CULTURALE
Esso è responsabile per la promozione di attività culturali, artistiche e formative della Comunità. Ha fino a 12 componenti, è eletto dall'assemblea, con metodo definito a regolamento interno e si dota di una propria strutturazione, organizzazione e amministrazione.
Elegge, entro 15 giorni dalla propria elezione, un proprio coordinatore e un vice, che hanno diritto a far parte del Consiglio della comunità e che possono essere cambiati dal consiglio culturale stesso durante il loro mandato.
Promuove la formazione di Gruppi tematici, aperti a tutti i componenti della Comunità, su temi e compiti di carattere culturale.
Sono comunque previsti i seguenti 3 gruppi culturali, ognuno quando ci siano le persone preparate per supportarli e per esprimere un coordinatore preparato:
- Gruppo Formazione e didattica
- Gruppo Scuola evolutiva
- Gruppo Arti
Ognuno di questi 3 gruppi, quando formato, elegge un proprio coordinatore. I coordinatori di questi gruppi hanno diritto a far parte del Consiglio della Comunità.
Per favorire una maggiore partecipazione diretta, potrà promuovere anche la formazione di sottogruppi territoriali culturali.
Il gruppo Formazione e didattica si occupa di favorire la buona formazione dei bambini e dei ragazzi e di favorire l’aggiornamento culturale continuo degli adulti
Il Gruppo Scuola evolutiva promuove e organizza una “Scuola evolutiva” o “Scuola delle relazioni”, per favorire l’evoluzione individuale e le relazioni interpersonali e di gruppo e prevenire i conflitti o dare gli strumenti per gestirli positivamente.
Il gruppo Arti si occupa di promuovere nella CNM Rimini tutte le arti (musica, pittura, scultura, architettura, poesia, letteratura, teatro, ecc.)
Nel rispetto dei valori e scopi di cui ai titoli 2 e 3 e della cultura di base di cui all’art. 4, per il resto la cultura e la spiritualità nella comunità sono libere, nella libertà di pensiero ed espressione. Ciascun comunitario potrà proporre liberamente le sue idee e le sue visioni sulla vita a chi liberamente voglia ascoltarlo, evitando di fare proselitismo.
Art. 15. IL CONSIGLIO GIURIDICO
Esso è responsabile per le proposte al Consiglio di Comunità di modifiche alla presente carta, per la proposta di creazione o modifica di qualsiasi regolamento interno o documento normativo, per proposte di modifica della carta federativa delle comunità (quando sarà stata approvata), per la redazione o il controllo e pre-approvazione della parte normativa di patti di ogni genere che la Comunità possa compiere o pensare di compiere, per il proprio interno o verso l'esterno. E' anche responsabile per il controllo sull'osservanza delle regole che la Comunità si è data, per facilitare i rapporti fra i componenti della Comunità e i rapporti fra la Comunità e il resto della società e per le procedure di esclusione, secondo questa Carta costituzionale e le norme del Regolamento interno. Ha fino a 12 componenti, è eletto dall'assemblea, con metodo definito a regolamento interno.
Si dota di una propria strutturazione, organizzazione e amministrazione. Elegge, entro 15 giorni dalla propria elezione, un proprio coordinatore e un vice, che hanno diritto a far parte del Consiglio della comunità e che possono essere cambiati dal consiglio giuridico stesso durante il loro mandato.
Promuove la formazione di Gruppi tematici, aperti a tutti i componenti della Comunità, su temi e compiti di carattere giuridico.
Sono comunque previsti i seguenti 2 gruppi giuridici:
- Gruppo Normative
- Gruppo Accoglienza e integrazione
Ognuno di questi 2 gruppi, quando formato, elegge un proprio coordinatore. Essi hanno diritto a far parte del Consiglio della Comunità.
Il Gruppo Normative si occupa di proporre le normative interne (nuove e variazioni di quelle esistenti) e di come applicare quelle esterne.
Il Gruppo Accoglienza e integrazione si occupa dell’accoglienza di nuovi comunitari, delle procedure di esclusione. Esso è costituito da almeno due persone e non più di sei.
Art. 16. IL CONSIGLIO ECONOMICO
Esso porta la responsabilità per l'aspetto economico, cioè per la produzione e circolazione di beni e servizi della Comunità e per la politica occupazionale della Comunità. Propone al consiglio di Comunità quali attività produttive promuovere, per i due tipi di economia previsti (non commerciale interna e di impresa), per il benessere dei comunitari, della comunità e della società e a quali persone affidarne la direzione. Controlla l'andamento delle attività promosse dalla Comunità ed opera affinché sia positivo. In ogni momento può proporre al Consiglio di Comunità cambiamenti nell'assetto direzionale delle attività comunitarie, sia interne non commerciali che d’impresa. Esso è anche responsabile per proporre forme di ingresso e integrazione nel sistema economico comunitario delle imprese esistenti, non nate dalla Comunità, sia individuali che collettive, oppure proporre collaborazioni in rete o altri tipi di collaborazione e integrazione con le imprese esterne a quelle promosse dalla comunità.
Ha fino a 12 componenti, è eletto dall'assemblea, con metodo definito a regolamento interno.
Vengono invitati a far parte dei suoi incontri i responsabili delle principali attività produttive del sistema comunitario, con diritto di parola ma non di voto.
Si dota di una propria strutturazione, organizzazione e amministrazione. Elegge, entro 15 giorni dalla propria elezione, un proprio coordinatore e un vice, che hanno diritto a far parte del Consiglio della comunità e che possono essere cambiati dal consiglio economico stesso durante il loro mandato.
Promuove la formazione di Gruppi tematici, aperti a tutti i componenti della Comunità, su temi e compiti di carattere economico e tecnico.
Sono comunque previsti i seguenti 4 gruppi economici, quando ci siano le persone adeguate per supportarli e per esprimere un coordinatore preparato:
- Gruppo Agricoltura, cibo, ecologia
- Gruppo Abitare, architettura, edilizia
- Gruppo Artigianato e tecnologie (eventualmente diviso in sottogruppi)
- Gruppo Comunicazione
Ognuno di questi 4 gruppi, quando formato, elegge un proprio coordinatore, il quale ha diritto a far parte del Consiglio della comunità.
Questi gruppi si occupano della promozione delle produzioni di beni e servizi. Il gruppo comunicazione si occupa della parte tecnica, mentre per la parte contenutistica collabora con i gruppi culturali e con il Consiglio della comunità.
Art. 17. IL CONSIGLIO DI COMUNITÀ, I RAPPRESENTANTI E LA SEGRETERIA
Il Consiglio della Comunità è formato come da articoli precedenti, al minimo dai 6 coordinatori dei consigli culturale, giuridico ed economico e dai coordinatori dei gruppi da loro promossi indicati nei tre articoli precedenti, quando siano operativi. In questo modo il consiglio sarà formato dalle persone più attive in responsabilità assunte e più competenti. E’ possibile che alcuni coordinatori dei gruppi coincidano con i coordinatori dei tre consigli.
Dato questo criterio di formazione del Consiglio di comunità, ai soci si chiede anche di eleggere, come coordinatori dei tre consigli e come coordinatori dei gruppi tematici previsti per esprimere i consiglieri di comunità, dei soci che soddisfano a criteri di competenza, esperienza e comportamento etico.
Il consiglio della Comunità tratta i temi che gli portano gli altri consigli e l’assemblea e tutte le problematiche più importanti della Comunità e per la Comunità e delibera per l'impiego delle finanze che sono messe a disposizione della Comunità. Esso è responsabile per la gestione ordinaria e straordinaria della Comunità
Il Consiglio di Comunità potrà creare gruppi di lavoro sui temi di interesse generale per la comunità.
Il Consiglio della Comunità o l’Assemblea eleggono il Rappresentante giuridico della Comunità, con il ruolo della rappresentanza e della firma, a nome e per conto della Comunità, il quale decade insieme al consiglio. Viene eletto anche un Vice-rappresentante, che agisce con gli stessi poteri del rappresentante, nei casi di impedimento o di delega del medesimo. L’azione del Vice fa fede della delega ricevuta. Il Consiglio può eleggere anche un proprio Coordinatore, per finalità organizzative, che può cambiare in qualunque momento. Sia il rappresentante della Comunità che il Coordinatore del Consiglio della Comunità hanno la possibilità di convocare tutti gli organismi della Comunità, definendone l’ordine del giorno. A supporto degli impegni legali e amministrativi della Comunità potranno essere elette una o più persone in funzione di segreteria.
In generale Il Consiglio della comunità si dota di una propria strutturazione, organizzazione e amministrazione. Fino a che non vengono eletti i consigli giuridico, economico e culturale, il Consiglio di Comunità è eletto direttamente dall’assemblea. Anche il rappresentante giuridico della comunità può essere eletto direttamente dall’assemblea. Il Consiglio della comunità funge anche da organo amministrativo della Comunità (chiamato normalmente “consiglio di amministrazione” o “consiglio direttivo”).
Finché il numero dei soci è limitato e la loro partecipazione alle assemblee è contenuta e facilmente gestibile, il Consiglio di comunità non si riunisce in se stesso, ma in Assemblea dei soci, rinunciando ai propri incontri specifici in favore di una maggiore partecipazione sociale.
Le riunioni del Consiglio della comunità, fuori assemblea, sono valide con la presenza di almeno la maggioranza dei suoi componenti e sono presiedute dal rappresentante legale o, in sua assenza, da un consigliere designato dai presenti. Per ogni incontro viene eletto un segretario verbalizzante. Il verbale può limitarsi a riportare l’ordine del giorno, i presenti e le decisioni prese. Fino a che i tre consigli, culturale, giuridico ed economico, non vengono eletti, ma viene eletto il solo consiglio della Comunità, esso viene determinato direttamente dall’assemblea, con un tipo di selezione e votazione da essa deciso all’inizio dell’assemblea eleggente
Art. 18. I GRUPPI DI LAVORO TEMATICI
Una direzione di fondo che la CNM Rimini cercherà di curare è quella di distribuire il più possibile (e coordinare) responsabilità, funzioni, decisioni. In questa direzione vanno anche i Gruppi di lavoro tematici. Agli articoli 14, 15, e 16 sono stati definiti alcuni gruppi tematici che eleggono anche un loro rappresentante nel consiglio della comunità, ma ognuno dei 4 consigli potrà promuoverne anche altri sui suoi argomenti e responsabilità, aperti a tutti i comunitari, su ogni tema, teorico e/o pratico, di interesse di alcuni comunitari. I gruppi tematici potranno avvalersi anche di strumenti on line per meglio organizzarsi e produrre risultati ampiamente condivisibili e condivisi. Questi gruppi, insieme agli incontri conviviali, sono la principale opportunità di ampia partecipazione alla vita comunitaria da parte di tutti, senza esclusioni. In una Comunità ciascuno dovrebbe avere un ruolo e in esso sentirsi a suo agio e in sinergia e armonia con i ruoli degli altri. Questo porta anche a prevenire conflitti. E’ auspicabile l’elezione di un coordinatore per ognuno di questi gruppi, che potrà essere cambiato in ogni momento.
Art. 19. IL GRUPPO ARMONIA
Il Gruppo armonia è un organo della CNM Rimini che ha il compito di curare le buone relazioni fra i soci, di fare attenzione alle situazioni conflittuali e operare affinché siano chiarite e risolte. Potrà ricevere segnalazioni di casi di cui occuparsi da parte del Gruppo Accoglienza e integrazione.
Art. 20. ALLARGAMENTO DELLA PARTECIPAZIONE
Ogni consiglio può invitare, di volta in volta, ai suoi incontri, componenti degli altri consigli o dei gruppi tematici, o tutti i comunitari, con diritto di parola, ma senza diritto di voto. Il rappresentante giuridico e il coordinatore del Consiglio di Comunità possono partecipare agli altri 3 consigli, senza diritto di voto. Essi possono essere invitati da tutti gruppi tematici ai loro incontri, senza diritto di voto.
Art. 21. COMUNITÀ TEMATICHE O SETTORIALI O PROFESSIONALI
Dai gruppi tematici potranno svilupparsi delle vere e proprie comunità settoriali verticali, capaci cioè, sia di operare a livello locale, sia di coordinarsi nel loro settore, con la più ampia comunità culturale-produttiva-tecnico-scientifica mondiale, ai livelli federativi a cui le comunità locali daranno vita (distrettuale, regionale, nazionale e internazionale), al servizio dell’interesse generale.
Esempi di comunità settoriali, o professionali, potranno essere:
- la comunità etica del CIBO
- la comunità etica dell’ENERGIA
- la comunità etica dell’EDILIZIA
- la comunità etica dell’ABBIGLIAMENTO
- la comunità etica della FORMAZIONE
- la comunità etica della COMUNICAZIONE
- la comunità etica della SCUOLA
- la comunità etica della SALUTE
- la comunità etica dell’INDUSTRIA MECCANICA
- la comunità etica dell’INDUSTRIA ELETTRONICA
- la comunità etica dell’INDUSTRIA DEI MATERIALI
- la comunità etica degli ARTIGIANI
- la comunità etica dei PROFESSIONISTI
- ecc.
Ad un gruppo tematico o a una comunità tematica-settoriale-professionale potranno partecipare tutti i soggetti che sono interessati a quel settore produttivo, dai vari punti di vista e di azione: formazione, ricerca, produzione, lavoro, commercio o distribuzione, consumo, ambiente, riciclo, implicazioni sanitarie, comunicazione, ecc. Attraverso il rapporto con i territori e i loro organismi interdisciplinari (i 4 consigli delle comunità, ai vari livelli territoriali), e attraverso il loro reciproco rapporto, le comunità professionali sono impedite nel coltivare solo il proprio interesse e sollecitate verso l’interesse di tutte le professioni e di tutti i comunitari. Sia l’economia che le professioni sono subordinate, ad ogni livello territoriale, al controllo del consiglio economico e del consiglio della comunità, per l’interesse di tutta la comunità e di tutti i suoi aderenti. Le comunità settoriali hanno il compito di diffondere gratuitamente, presso tutte le comunità territoriali, le buone idee, la buona cultura, la scienza, le scoperte tecniche utili, le arti, che nascano dalle stesse comunità territoriali o settoriali. Le Comunità settoriali sono di particolare importanza in quanto sono gli ambiti privilegiati attraverso cui le comunità territoriali passano dal locale al nazionale e al globale, si interessano di quanto avviene in tutto il mondo nel loro settore e vi entrano in relazione nel giusto modo.
Art. 22. CONSIGLI DI GENERE E DI GENERAZIONE
I consigli delle donne, degli uomini, dei giovani e degli anziani hanno lo scopo di individuare e di promuovere e realizzare quanto queste categorie di umanità hanno da dare e da chiedere di specifico all'interno della comunità complessiva, per esprimere compiutamente se stesse. Questi consigli non sono obbligatori, ma si possono formare, sciogliere, attivare, organizzare e incontrare liberamente all'interno della Comunità.
Art. 23. STRUMENTI DI DEMOCRAZIA DIRETTA PARTECIPATIVA E DI CONTROLLO
I quattro consigli offrono il vantaggio di mettere sempre a disposizione della Comunità un nucleo di persone che portano la responsabilità per tutti gli aspetti della vita della comunità e che possono trattare i vari temi in modo sufficientemente snello e celere. Essi sono però organi di democrazia rappresentativa e non diretta. Come organi di democrazia partecipativa della comunità sono presenti i convivi, le assemblee e i gruppi tematici. Per rafforzare la democrazia partecipata si aggiungono i seguenti altri strumenti:
- non è possibile far parte di più di due consigli contemporaneamente
- tutti i comunitari sono informati sulla convocazione degli incontri dei consigli e vi possono partecipare come uditori
- spesso al posto di convocare il consiglio di comunità si convoca l’assemblea, per coinvolgere tutti i soci, fino a che la gestione assembleare rimane snella
- tutti i comunitari possono inviare proposte ai 4 consigli, su apposito indirizzo e-mail
- tutte le decisioni prese nei consigli e nelle assemblee vanno comunicate ai soci per via elettronica (e-mail e/o pubblicazione su sito) e possono dar luogo a comunicazioni dei soci ai consigli o essere contestate durante l’assemblea successiva, anche in assenza del punto nell’ordine del giorno
- l’Assemblea eleggente decide la durata dei consigli culturale, giuridico ed economico, da cui dipende anche quella del Consiglio di Comunità; l’ Assemblea può ridurre o aumentare in ogni momento la durata dei 4 consigli in essere; essa può anche decidere variazioni nelle individualità presenti, in uno o più dei 4 consigli in essere, per non più di 3 individualità complessivamente, per ogni assemblea.
CAPITOLO 3 - SOCI
Art. 24 PROCEDURA DI INGRESSO NELLA COMUNITÀ
La Comunità Nuovo Mondo Rimini è aperta a tutti. Essa nasce dai suoi fondatori. Per entrare successivamente nella Comunità occorre essere da lei invitati a farne parte, accogliendo l'invito, oppure farne richiesta ed essere accolti. La procedura di ingresso richiede l'adesione alla presente carta ed è definita a regolamento interno.
Gli aderenti alla Comunità nuovo mondo Rimini, in analogia con il linguaggio usato per le associazioni, possono essere chiamati “soci” o “associati”, oppure “comunitari”. Possono aderire i maggiorenni, oppure i minorenni dai 14 anni compiuti, con l’assenso dei genitori. I soci sono solo persone fisiche e non giuridiche. Con queste ultime potranno essere stipulati accordi di collaborazione di ogni genere.
Art. 25 RECESSO DEL SOCIO
Il recesso è libero e può avvenire in qualunque momento per espressa volontà, manifestata in forma scritta al Gruppo armonia o al Consiglio giuridico o ad almeno uno dei componenti del consiglio di comunità.
Art. 26 PROCEDURA DI ESCLUSIONE DALLA COMUNITÀ
L'uscita dalla Comunità può avvenire anche per esclusione, qualora il comunitario si comporti ripetutamente in modo difforme ai valori e scopi definiti in questa carta e danneggi il perseguimento e raggiungimento degli scopi della Comunità. Non sono ammessi atti di violenza fisica, né verso l’interno né verso l’esterno, ed essi comportano l’immediata fuoriuscita dalla Comunità, tranne nel caso che avvengano per legittima difesa. Non sono ammessi atteggiamenti ripetutamente aggressivi o dispregiativi nei confronti di altri soci e questi comportano la sospensione da soci per un anno. In caso di prima recidiva si ha l’esclusione. Chi esce dalla Comunità non ha diritti verso di essa o i suoi componenti, se non di chiedere di ritirare quanto di suo proprietà, sulla base di regolamenti e/o accordi sottoscritti. L'escluso potrà rientrare nella Comunità, su sua richiesta, non prima che siano passati due anni dal momento dell'esclusione e se dimostrerà di aver superato i punti che gli erano stati contestati.
Responsabile per la congruità dei comportamenti dei comunitari rispetto ai valori e finalità e rispetto alle regole della carta costituzionale e del regolamento interno, è il Consiglio giuridico, tramite il Gruppo accoglienza ed integrazione. Segnalazioni su comportamenti scorretti e nocivi dei comunitari verso altri comunitari o verso la comunità o suoi organi e organismi o verso persone e altri soggetti esterni alla comunità, vanno fatte a questo gruppo. Nel caso il gruppo, attraverso un colloquio con l’interessato e con chi ha formulato le accuse e attraverso altre eventuali indagini, individui e verifichi comportamenti che giudica comportare l’esclusione rimette la questione al Gruppo armonia, e il consiglio giuridico confermi la decisione, il comunitario viene informato che è stata deliberata la sua esclusione ed essa diviene operativa. Eventuali maggiori dettagli sulla procedura di esclusione potranno essere aggiunti a Regolamento interno.
Art. 27 DECADENZA DEL SOCIO
Il socio decade, oltre che per morte e per la mancanza descritta nella procedura di ingresso (non presentazione ad uno degli incontri entro i primi 6 mesi), quando per oltre un anno non abbia partecipato ad attività ed eventi della Comunità, né on line, né dal vivo e la cosa gli sia stata segnalata in forma scritta dal consiglio della comunità, o dal consiglio giuridico o dal gruppo armonia o dal rappresentante della Comunità.
CAPITOLO 4 - ATTIVITÀ E DISPOSIZIONI VARIE
Art. 28 RACCOLTA FONDI
La CNM Rimini adotta alcuni stessi criteri che sono stati dati per gli ETS. Per raccolta fondi si intende il complesso delle attività ed iniziative poste in essere al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale, anche attraverso la richiesta a terzi di lasciti, donazioni e contributi di natura non corrispettiva. Si potranno realizzare attività di raccolta fondi anche in forma organizzata e continuativa, anche mediante sollecitazione al pubblico o attraverso la cessione o erogazione di beni o servizi di modico valore, impiegando risorse proprie e di terzi, inclusi volontari e dipendenti, nel rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e il pubblico, in conformità a linee guida adottate per gli ETS.
Art. 29 – PATRIMONIO ED ENTRATE
Il patrimonio, o fondo comune, della CNM Rimini è costituito:
- da beni mobili e immobili di qualunque provenienza (donazioni, acquisti, ecc.)
- da fondi di riserva costituiti con gli eventuali avanzi di esercizio
- da eventuali erogazioni, donazioni e lasciti destinati ad incremento del patrimonio.
Le entrate sono costituite da:
- quote, contributi e donazioni degli associati per le finalità associative
- fondi derivanti dalla raccolta fondi di cui al precedente articolo
- contributi dello Stato, di Enti e di Istituzioni pubbliche;
- contributi dell'Unione Europea e di organismi internazionali;
- entrate derivanti da convenzioni
- eredità, donazioni e legati
- rendite di beni mobili o immobili pervenuti alla Comunità a qualunque titolo
- entrate derivanti da eventuali attività commerciali e produttive connesse a quelle istituzionali
- ogni altro provento, non esplicitamente destinato ad incremento del patrimonio.
Art. 30 SCRITTURE CONTABILI E LIBRI SOCIALI
Il Consiglio della comunità cura la redazione annuale di un Rendiconto delle entrate e delle uscite e lo pubblica per i soci sul proprio sito web, entro il mese di Maggio dell’anno successivo. Redige, aggiorna annualmente e pubblica anche il Foglio dello stato patrimoniale. Entro il mese di Giugno convoca un’Assemblea per l’approvazione di entrambi i documenti, allegandoli alla comunicazione di convocazione.
La CNM Rimini pubblica sul proprio sito web anche:
- il libro dei soci aggiornato
- i verbali delle decisioni assembleari
- i verbali delle decisioni del Consiglio della comunità
Art. 31 ATTIVITÀ DELLA COMUNITÀ
La Comunità, attraverso i suoi organismi e i suoi soci potrà promuovere e svolgere ogni attività non vietata dalla legge. Per esempio:
- ogni attività di condivisione e/o di mutuo e libero aiuto interno
- tutte le attività di interesse generale previste dall’art. 5 del decreto legislativo n. 117 del 3 Luglio 2017 e successive integrazioni e modifiche (ETS)
- tutte le attività previste all’art 3 sugli scopi sociali
- attività culturali e artistiche rivolte ai suoi componenti o aperte a tutti
- organizzazione di feste o di incontri di vario genere, interni o aperti a tutti
- attivazione di relazioni positive con le persone e i soggetti giuridici dei territori in cui la comunità opera (associazioni, imprese, istituzioni, ecc.)
- attività produttive non commerciali interne, di beni e servizi prodotti dai soci e riservati solo ad essi
- promozione di imprese commerciali ed altri soggetti giuridici utili alla società e all'occupazione dei suoi componenti o alla gestione della proprietà
- integrazione nel sistema comunitario di imprese esterne, condotte da componenti della Comunità
- accordi con imprese esistenti
- stipula di patti e accordi con tutti i soggetti della società
- acquisti di gruppo per il soddisfacimento dei bisogni dei componenti della Comunità
- promozione di associazioni utili al bene collettivo
- attivazione di collaborazioni e patti con associazioni e altre organizzazioni già esistenti, in armonia con le proprie finalità
- promozione di percorsi di comunità, cooperative di comunità, strutture di comunità
- formazione sulla strutturazione e gestione comunitaria
- approntamento di indicazioni politiche di rinnovamento e miglioramento della società
- ogni altra attività che possa dare un contributo positivo alla realizzazione dei suoi scopi
Art. 32 CENTRI SPERIMENTALI, SCUOLE E FATTORIE DIDATTICHE
Un’attività di particolare valore potrà essere l’istituzione di centri sperimentali e scuole ad essi collegate e di fattorie didattiche. Esempi possibili, non esaustivi:
- centro sperimentale e scuola delle energie rinnovabili
- centro sperimentale e scuola di bioarchitettura, ecoedilizia e tecniche edilizie innovative
- centro sperimentale e scuola di agricolture, orticolture e frutticolture biologiche, biodinamiche e naturali
- centro sperimentale e scuola di permacultura e food forest
- centro sperimentale e scuola sulle erbe officinali e sulle erbe alimentari spontanee
- centro sperimentale e scuola di co-housing
- centro sperimentale e scuola sulle nuove forme di vita sociale e comunitaria
- centro sperimentale e scuola di ecologia avanzata
- centro sperimentale e scuola sulle tecnologie appropriate (ecologiche ed etiche)
- centro sperimentale e scuola di produzioni ceramiche
- centro sperimentale e scuola di produzioni tessili, da materie prime naturali biologiche e con tinture naturali
- fattorie didattiche sugli stessi temi dei centri sperimentali ed altri
Art. 33 GESTIONE DELLA PROPRIETÀ
La CNM Rimini è una organizzazione senza fini di lucro e intende gestire la proprietà in un’ottica di bene comune. Le eventuali donazioni di soci (di beni fisici, imprese, costruzioni, capitali, ecc,) potranno essere gestiti all’interno della CNM Rimini stessa e/o di una o più fondazioni create a questo fine e/o altri tipi di strutture senza fini di lucro, eventualmente anche per raccogliere partecipazioni in capitale dai soci. Le libere donazioni di beni alle strutture della Comunità (in particolare alla Fondazione o alla CNM Rimini stessa) potranno essere vincolate ad un certo uso, secondo le disposizioni dei donatori o potranno essere destinate in gestione ad imprese produttive promosse dalla CNM Rimini.
Art. 34 CREAZIONE DI UN ECONOMIA INTERNA NON COMMERCIALE
Vista la profonda crisi economica, ambientale e di sistema, che rende difficile l’apertura di nuove imprese e l’autonomia economica delle persone e spesso le costringe a pratiche distruttive della vita sulla Terra, nocive per le relazioni interpersonali e contrarie ai principi di collaborazione, giustizia ed equità, la CNM Rimini intende sperimentare, nelle comunità territoriali da lei promosse, insieme alla normale economia d’impresa, anche un’economia interna di tipo-familiare e comunitario, non commerciale e non contabilizzata, ma basata sui principi della condivisione e del mutuo aiuto e sul comportamento ecologico e permacultorale, secondo le finalità generali già espresse. Essa sarà destinata solo ai soci che liberamente vorranno aderirvi e sarà descritta e regolamentata in un apposito documento interno
Art. 35 CREAZIONE DI IMPRESE E SINERGIE CON IMPRESE ESISTENTI
Oltre all’economia interna non commerciale, la CNM Rimini intende promuovere anche imprese produttive autonome, ma controllate con accordi e sotto la responsabilità della CNM stessa promotrice, invece che sotto la responsabilità individuale.
Potranno essere messi in rete e/o associati al sistema comunitario, in varie modalità da studiarsi di volta in volta, anche tutti i tipi di imprese esistenti, individuali e societarie.
Potranno essere collegate al sistema comunitario, in una qualche modalità e con un patto liberamente studiato e sottoscritto di volta in volta, anche tutti i tipi di imprese esistenti, individuali e comunitarie, nel caso che i titolari siano diventati comunitari che aderiscono ai principi e valori di questa Carta. In questo caso, per esempio, essi potranno porre liberamente la loro impresa, oltre che sotto il suo proprio organo direzionale, che risponde nei confronti della società civile e dello stato, per alcuni aspetti anche sotto il controllo e l’aiuto del Consiglio economico e/o del Consiglio della Comunità, attraverso un patto sottoscritto tendente ad orientare le attività dell’impresa secondo i principi della comunità. Per le cooperative potrà essere il consiglio di amministrazione a prendere questa decisione, chiedendone la ratifica in assemblea dei soci.
Il ruolo della Comunità Nuovo Mondo Rimini non è quello di avere né la proprietà né la gestione delle imprese e dei capitali, ma quello di direzionare l’uso delle proprietà e la gestione delle imprese, in modo che il tutto sia posto sotto l’interesse collettivo della comunità e non sotto qualche interesse parziale. Per la gestione produttiva avviene in quanto lo statuto delle imprese produttive promosse dalla comunità prevede un articolo in cui è specificato che il Consiglio della Comunità ha il potere di determinare una percentuale dei componenti del consiglio di amministrazione dell’impresa ed ha il potere di cambiarne i responsabili qualora l’andamento dell’impresa non sia soddisfacente. Il tutto sarà disciplinato al regolamento interno, di cui a successivo articolo, che comprenderà anche un regolamento del lavoro all’interno delle aziende promosse dalla Comunità.
Art. 36 SCOPI DELLE IMPRESE PROMOSSE DALLA COMUNITÀ
Gli scopi delle imprese promosse dalla comunità si armonizzano con gli scopi generali della Comunità e li integrano.
Le imprese promosse dalla Comunità non hanno scopo di lucro, ma i seguenti scopi:
- dare avvio ad un sistema di imprese promosse da persone che hanno l'obiettivo di trasformare l'economia, portandola al di fuori del sistema della concorrenza ed entro un sistema comunitario di collaborazione e solidarietà
- realizzare compensi salariali poco sbilanciati fra le varie figure di lavoratori delle imprese
- creare occupazione per i componenti della Comunità che ne hanno bisogno
- creare prodotti e servizi di alta qualità per il bene della collettività, con metodi ecologici ed etici
- creare prodotti e servizi per il soddisfacimento dei bisogni basilari
- realizzare un nuovo modo di gestire le imprese, in cui le persone e i loro talenti e capacità lavorative e creative e i loro impulsi di buona volontà siano pienamente valorizzati e in cui le responsabilità e corresponsabilità siano ampiamente distribuite
- orientarsi anche alla gestione dei beni comuni di interesse collettivo (acqua, energia, rifiuti, infrastrutture comunicative, ecc.), attraverso imprese sociali senza fini di lucro, alternative sia alla gestione pubblica che a quella privata, volta al profitto
- integrazione nel sistema comunitario di imprese esterne, condotte da componenti della Comunità
- attivare la collaborazione di rete fra le imprese del sistema comunitario
Art. 37 ASPETTO DELLA CONDIVISIONE
Si tratta di un aspetto centrale delle Comunità Nuovo Mondo.
La prima condivisione che la comunità vuole realizzare è quella dei suoi VALORI e SCOPI, cioè una condivisione ideale.
La seconda condivisione è quella della CONOSCENZA, in un processo formativo e informativo in cui tutti i comunitari siano coinvolti nel dare e ricevere conoscenze e competenze.
La terza condivisione è quella delle DECISIONI, nel senso che si farà in modo che tutti i comunitari possano partecipare il più possibile ai processi decisionali su tutti gli aspetti che riguardano la loro vita all’interno della comunità.
La quarta condivisione è quella delle RESPONSABILITÀ, nel senso che si cercherà di assegnarne a tutti quelli che ne vogliono, anche tramite le rotazioni, nel rispetto di competenze, predisposizioni, desideri e realizzazione del bene comune. L’assegnazione di responsabilità precise comporta la possibilità di decisioni immediate, le quali portano equilibrio rispetto alle pratiche ampiamente partecipative che potrebbero allungare troppo i tempi decisionali e creare troppe conflittualità e inefficienze.
La quinta condivisione è quella delle ATTIVITÀ PRODUTTIVE, nel senso che la Comunità si darà delle regole finalizzate a rendere più facile di poter fornire a tutti i comunitari la possibilità di esprimersi in attività produttive gradite, utili alla comunità.
La sesta condivisione è quella dei BISOGNI, nel senso che sono messi in comune e soddisfatti dalla Comunità nel suo insieme, quando vadano oltre le possibilità dei singoli individui.
La settima libera condivisione è quella delle RISORSE FINANZIARIE da parte di chi ne dispone, non nel senso di metterle in comune, ma di poterle mettere a disposizione per investimenti nelle attività promosse dalla comunità, senza perderne la proprietà.
L’ottava condivisione basilare è quella degli ACQUISTI, nel senso di limitarli il più possibile ai prodotti e servizi forniti dalle attività produttive promosse dalla Comunità, e realizzate da soci della comunità, o da aziende promosse o collegate in altro modo. Per prodotti e servizi non disponibili all’interno, la comunità si potrà organizzare per effettuare acquisti collettivi.
Un’ultima condivisione auspicabile è la GIOIA, ottenuta tramite le relazioni rese autentiche, la creatività, gli incontri, le feste comunitarie.
Questi punti rappresentano il livello di condivisione previsto per tutti i comunitari. Singoli gruppi potranno decidere, del tutto liberamente, di stabilire fra di loro un livello di condivisione più elevato (abitazione, redditi, ecc.).
In generale la CNM Rimini favorisce la creazione di luoghi e strutture che possano agevolare l’inserimento di nuovi comunitari e perciò potrà favorire la nascita di “comunità di abitazione” e “comunità di produzione”. Le “comunità di abitazione” potranno basarsi sulle strutture abitative particolari descritte nel prossimo articolo. L’apertura verso nuovi comunitari, da parte delle “comunità di abitazione” e delle “comunità di produzione”, non è intesa come automatica, ma da accordarsi caso per caso e potrà prevedere varie modalità di inserimento e verifica graduali.
Art. 38 ASPETTO ABITATIVO
L'abitare è libero e ciascun comunitario potrà mantenere, per sé e la sua eventuale famiglia, la sua situazione abitativa o cercarne una nuova di suo gradimento. Tuttavia, per favorire la vita comunitaria ed una maggiore efficacia d'azione, la Comunità potrà promuovere al suo interno anche forme abitative ed edilizie più comunitarie come quelle adatte ai cohousing, cioè all'abitare insieme o di vicinato di più nuclei familiari, con alcuni servizi ed attività comuni, così come potrà promuovere (o accogliere) soluzioni abitative di prossimità, con una o più unità abitative vicine e collegate fra loro, o addirittura la formazione di villaggi ecosolidali. In questo caso è facile pensare che un villaggio ecosolidale possa diventare il centro di una comunità, ma non necessariamente. In generale la CNM Rimini è concepita come una “comunità diffusa” nella società e sui territori e non centrata in pochi luoghi in cui vivono i soci, anche se alcuni di tali luoghi saranno auspicabili e potranno essere di riferimento per il vivere comunitario.
Art. 39. PARTECIPAZIONE ALLA VITA COMUNITARIA
Premesso che come primo aspetto comunitario vale l'adesione di cuore ai valori e agli scopi della Comunità e la condivisione di questa carta, in generale la vita comunitaria potrà essere vissuta dai comunitari, per esempio, in alcuni dei seguenti modi:
- partecipazione negli organismi della Comunità (Convivio, Assemblea, Consigli, Gruppi tematici)
- partecipazione alle decisioni comunitarie su tutti gli aspetti della vita interna alla Comunità
- progettazione comunitaria delle attività produttive interne e delle imprese produttive commerciali
- partecipazione alle attività produttive interne
- partecipazione al sistema di condivisione e mutuo aiuto
- partecipazione alla progettazione e realizzazione di un co-housing ispirato dalla comunità
- partecipazione ad eventuali acquisti collettivi
- libera messa in comune, senza perderne la proprietà, di risorse finanziarie e/o beni per le attività comunitarie o per gli investimenti nelle imprese promosse dalla Comunità; eventuali libere donazioni
- lavoro nelle imprese promosse
- attività di volontariato nelle strutture e iniziative della comunità
- fruizione di beni e servizi prodotti dalle imprese e strutture promosse dalla comunità
- partecipazione ad eventi festivi e conviviali della Comunità, partecipazione alla loro organizzazione e gestione
- attività culturali promosse dalla Comunità; promozione di tali attività
- cene e pranzi comunitari
In sintesi la CNM vuole essere una comunità con una libera condivisione di cultura, valori, visioni, conoscenze, progetti, attività produttive, risorse economiche, competenze professionali.
Vuole anche essere una COMUNITÀ DI SCOPO, di TRASFORMAZIONE POSITIVA DEL SISTEMA, realizzando il nuovo sistema direttamente al proprio interno. Su tutto questo chiede la partecipazione dei soci.
Art. 40. REGOLAMENTO INTERNO
Ad integrazione di questa Carta e per norme più dettagliate, verrà approvato e modificato un regolamento interno da parte del Consiglio della Comunità, su proposta del Consiglio giuridico.
Art. 41 AVVIO DELLA COMUNITÀ
La Comunità prende avvio, anche con poche persone, dai suoi promotori iniziali, attraverso un evento costitutivo, in cui i promotori sottoscrivono la carta costitutiva.
Essi formeranno l’assemblea e svolgeranno anche il ruolo dei 4 consigli, fino a che l’assemblea stessa deciderà di eleggerli. In un primo tempo potrà anche eleggere il solo Consiglio della comunità, che svolgerà, insieme all’assemblea, anche i compiti degli altri tre consigli.
Art. 42. EVOLUZIONE DELLA COMUNITÀ
La prima versione approvata di questa carta costituzionale ha definito l’assetto della CNM alla sua nascita. Attraverso le modificazioni successive la comunità potrà essere tenuta in evoluzione continua e il tipo di evoluzione che si realizzerà dipenderà dalla maturità e dalle caratteristiche dei comunitari soci partecipanti. Il progetto, essendo basato sulla democrazia diretta, è implicitamente ed automaticamente autopoietico, cioè capace di modificarsi, trasformarsi e autorigenerarsi dall’interno. Esso genera da sé la propria evoluzione, perché ha tutti gli aspetti della sua vita sotto il suo controllo, sia la vita interna che la reazione ai mutamenti esterni.