La struttura della Comunità Nuovo Mondo

Comunità madre

C’è una comunità madre, che è una organizzazione sociale ai sensi dell’art. 2 della costituzione, una specie di associazione, non riconosciuta, ma registrata all’agenzia delle entrate e con un proprio codice fiscale. La comunità madre ha dimensione nazionale.

 

Comunità territoriali

Si vogliano creare comunità territoriali in distretti territoriali sottoprovinciali e sovracomunali, del tipo vallata o comprensorio montano o comprensorio urbano. Alle comunità territoriali si possono iscrivere anche persone che non dimorano nel comprensorio di riferimento, se sono accettate.

Di seguito il riferimento alla Carta costituzionale

“Art 8. RIPRODUZIONE E DIFFUSIONE DELLE COMUNITA' TERRITORIALI

All'inizio la prima Comunità Nuovo Mondo “madre” è aperta ad avere adesioni da ampi territori, da tutta Italia e anche dall'estero, per favorire l'avvicinarsi al modello, alla sua cultura e alle sue esperienze. Potranno così formarsi all'interno della Comunità dei nuclei di persone di svariati territori che, al maturare della situazione, e in modo condiviso, potranno poi far nascere comunità autonome e affratellate, che parteciperanno alla stessa federazione di comunità.  Ogni nuova comunità potrà a sua volta funzionare da Comunità madre per altri gruppi territoriali che crescono nel suo seno. Il modello complessivo che si vuole raggiungere è quello di tante comunità territoriali affratellate e federate, unite da valori e prassi comuni, dall'aiuto reciproco e dallo scambio culturale ed economico, le quali agiscano in modo positivizzante all'interno delle loro comunità territoriali complessive, formate da tutti gli individui che abitano sul loro territorio di riferimento.

 

L’organismo

Le comunità territoriali sono intese come organismi completi, in cui, come nel corpo umano, tutte le funzioni vitali sono garantite e armonizzate fra di loro

 

Federazione di comunità

Quando ci siano un numero sufficiente di comunità territoriale si darà vita ad una struttura federale, per meglio coordinare e armonizzare le iniziative e potenziare gli scambi

 

I consigli interni

Sia la comunità madre che le comunità territoriali sono governate dall’assemblea, da 3 consigli specifici  ( culturale, giuridico ed economico) e dal Consiglio di comunità, che rappresenta una sintesi dei 3 consigli precedenti e svolge anche il ruolo di consiglio amministrativo o direttivo delle normali associazioni

 

I gruppi territoriali

L’obiettivo dei gruppi territoriali è quello di diventare  Comunità territoriali autonome e federate fra di loro in un unico tipo di organizzazione, quella che viene elaborata all’interno della CNM madre.

Per ora abbiamo solo i seguenti due gruppi territoriali di soci

  1. Regione Marche (e comunità madre)
  2. Reggiano interno (Ecocollina)

Altri soci sono sparpagliati in altre province e regioni.

 

Dalla Carta costituzionale:

Art 9. GRUPPI TERRITORIALI

All’interno di ognuna di queste comunità territoriali si potranno creare anche sotto-comunità o gruppi territoriali più limitati per realizzare una maggiore partecipazione dentro la comunità complessiva.  Quindi, dato un territorio di riferimento, potranno esserci momentaneamente gruppi di soci esterni a questo territorio, mentre all’interno del territorio potranno formarsi dei sotto-gruppi. La visione complessiva della CNM è policentrica e coordinata, sia perché prevede un insieme di tante CNM territoriali, federate fra di loro, sia perché all’interno del singolo territorio o distretto prevede la costruzione o integrazione, di tanti centri di vita comunitaria, produttivi o abitativi, o culturali o ecologici, in libere combinazioni. Il primo approccio per le persone potrà essere di tipo culturale, con la partecipazione ad un gruppo territoriale o tematico e con la lettura dei documenti di base.”

 

I gruppi tematici

I 4 consigli promuovono la nascita di gruppi tematici per toccare tutti gli ambiti principali di vita e poterli riorganizzare in modo nuovo

Al momento abbiamo solo i seguenti piccoli gruppi tematici, più o meno attivi, tramite un collegamento principale a gruppo Telegram

  1. Centri di vita comunitaria
  2. Comunicazione
  3. Giuridico
  4. Liberi scambi su politica

Dalla Carta costituzionale

Art. 18. I GRUPPI DI LAVORO TEMATICI

Una direzione di fondo che la CNM cercherà di curare è quella di distribuire il più possibile (e coordinare) responsabilità, funzioni, decisioni. In questa direzione vanno anche i Gruppi di lavoro tematici. Agli articoli 14, 15, e 16 sono stati definiti alcuni gruppi tematici che eleggono anche un loro rappresentante nel consiglio della comunità, ma ognuno dei 4 consigli potrà promuoverne anche altri sui suoi argomenti e responsabilità, aperti a tutti i comunitari, su ogni tema, teorico e/o pratico, di interesse di alcuni comunitari.  I gruppi tematici potranno avvalersi anche di strumenti on line per meglio organizzarsi e produrre risultati ampiamente condivisibili e condivisi. Questi gruppi, insieme agli incontri conviviali, sono la principale opportunità di ampia partecipazione alla vita comunitaria da parte di tutti, senza esclusioni. In una Comunità ciascuno dovrebbe avere un ruolo e in esso sentirsi a suo agio e in sinergia e armonia con i ruoli degli altri. Questo porta anche a prevenire conflitti. E’ auspicabile l’elezione di un coordinatore per ognuno di questi gruppi, che potrà essere cambiato in ogni momento.

 

Le comunità settoriali

Nascono dai gruppi tematici che crescono e hanno il compito di sviluppare conoscenze pratiche nei vari ambiti e di portarli nelle comunità territoriali

Art. 20. COMUNITA’ TEMATICHE O SETTORIALI O PROFESSIONALI

Dai gruppi tematici potranno svilupparsi delle vere e proprie comunità settoriali verticali, capaci cioè, sia di operare a livello locale, sia di coordinarsi nel loro settore, con la più ampia comunità culturale-produttiva-tecnico-scientifica mondiale, ai livelli federativi a cui  le comunità locali daranno vita (distrettuale, regionale, nazionale e internazionale), al servizio dell’interesse generale.
Esempi di comunità settoriali, o professionali, potranno essere:

  • la comunità etica del CIBO
  • la comunità etica dell’ENERGIA
  • la comunità etica dell’EDILIZIA
  • la comunità etica dell’ABBIGLIAMENTO
  • la comunità etica della FORMAZIONE
  • la comunità etica della COMUNICAZIONE
  • la comunità etica della SCUOLA
  • la comunità etica della SALUTE
  • la comunità etica dell’INDUSTRIA MECCANICA
  • la comunità etica dell’INDUSTRIA ELETTRONICA
  • la comunità etica dell’INDUSTRIA DEI MATERIALI
  • la comunità etica degli ARTIGIANI
  • la comunità etica dei PROFESSIONISTI
  • ecc.

Ad un gruppo tematico o a una comunità tematica-settoriale-professionale potranno partecipare tutti i soggetti che sono interessati a quel settore produttivo, dai vari punti di vista e di azione: formazione, ricerca, produzione, lavoro, commercio o distribuzione, consumo, ambiente, riciclo, implicazioni sanitarie, comunicazione, ecc.  Attraverso il rapporto con i territori e i loro organismi interdisciplinari (i 4 consigli delle comunità, ai vari livelli territoriali), e attraverso il loro reciproco rapporto, le comunità professionali sono impedite nel coltivare solo il proprio interesse e sollecitate verso l’interesse di tutte le professioni e di tutti i comunitari. Sia l’economia che le professioni sono subordinate, ad ogni livello territoriale, al controllo del consiglio economico e del consiglio della comunità, per l’interesse di tutta la comunità e di tutti i suoi aderenti. Le comunità settoriali hanno il compito di diffondere gratuitamente, presso tutte le comunità territoriali, le buone idee, la buona cultura, la scienza, le scoperte tecniche utili, le arti, che nascano dalle stesse comunità territoriali o settoriali. Le Comunità settoriali sono di particolare importanza in quanto sono gli ambiti privilegiati attraverso cui le comunità territoriali passano dal locale al nazionale e al globale, si interessano di quanto avviene in tutto il mondo nel loro settore e vi entrano in relazione nel giusto modo.

 

Imprese, cohousing, ecovillaggi

All’interno di ogni comunità territoriale potranno essere promosse imprese per la produzione ecologica di beni e servizi, co-housing o comunità abitative per un nuovo modello di convivenza, ecovillaggi, come progetti più estesi ed elaborati di convivenza comunitaria. Non ci sono obblighi: si può far parte della comunità anche conservando il proprio lavoro e la propria abitazione.

 

L’economia della condivisione e del mutuo aiuto

Oltre ad un modello economico basato su imprese produttive, la CNM promuove anche un modello economico familiare-comunitario, ad adesione libera, riservato ai propri soci, fondato sulla condivisione e il mutuo aiuto, senza contabilizzazione, nel dono reciproco.
Leggi il relativo documento

 

Forme legali

La comunità madre, le comunità territoriali e la federazione di comunità, sono costituite come “organizzazioni sociali ai sensi dell’art. 2 della costituzione e senza fini di lucro”. Non è escluso che queste organizzazioni possano richiedere di diventare ETS, enti del terzo settore, ai sensi  DL 3 luglio 2017, n. 117, chiedendo di essere iscritte al Registro degli ETS. Per la gestione delle imprese potranno essere scelte le cooperative di comunità o altre strutture produttive senza fini di lucro. Per la gestione della proprietà potranno andare bene le varie strutture comunitarie di cui sopra, e/o l’istituzione di altre forme ( fondazioni, società in accomandita, ecc.)

 

Metodi decisionali

Ognuna delle strutture di cui sopra ha una sua modalità decisionale, leggibile sulla Carta costituzionale o sul Regolamento interno. Le imprese e i cohousing sono autonomi nel decidere come decidere.

Per approfondire leggi la nostra Carta costituzionale