Ecco quanto afferma la Carta costituzionale:
Art. 37. ASPETTO ABITATIVO
L'abitare è libero e ciascun comunitario potrà mantenere, per sé e la sua eventuale famiglia, la sua situazione abitativa o cercarne una nuova di suo gradimento. Tuttavia, per favorire la vita comunitaria ed una maggiore efficacia d'azione, la Comunità potrà promuovere al suo interno anche forme abitative ed edilizie più comunitarie come quelle adatte ai cohousing, cioè all'abitare insieme o di vicinato di più nuclei familiari, con alcuni servizi ed attività comuni, così come potrà promuovere (o accogliere) soluzioni abitative di prossimità, con una o più unità abitative vicine e collegate fra loro, o addirittura la formazione di villaggi ecosolidali. In questo caso è facile pensare che un villaggio ecosolidale possa diventare il centro di una comunità, ma non necessariamente. In generale la CNM è concepita come una “comunità diffusa” nella società e sui territori e non centrata in pochi luoghi in cui vivono i soci, anche se alcuni di tali luoghi potranno esistere ed essere di riferimento per il vivere comunitario.
Ai soci che partecipano al sistema interno di condivisione e mutuo aiuto (vedi Carta costituzionale), la Comunità cerca di garantire un alloggio, così come il cibo ed altri beni basilari.
L’eventuale abitare in comune in una struttura di tipo co-housing implica sempre il scegliersi libero e reciproco dei co-abitanti, in quanto si tratta di una situazione di tipo familiare, seppure allargato.
La Comunità potrà promuovere abitazioni comunitarie adatte alla “longevità attiva”, così come abitazioni comunitarie dedicate alle persone più attive nella Comunità.