DOMANDE E RISPOSTE sulla Comunità Nuovo Mondo
Si tratta di tentativi di chiarimento delle svariate domande che sono sorte e continuano a sorgere spontaneamente durante il percorso di vita della Comunità Nuovo Mondo.
- La Carta costituzionale è definitiva o soggetta a modifiche?
- Come mai il documento base della comunità si chiama “Carta costituzionale”?
- Una Comunità quindi si può creare anche in altri modi?
- Il nome “Nuovo mondo” non è sconveniente, visto che esiste un romanzo di Aldous Huxley, intitolato “Nuovo mondo”, che descrive una società altamente indesiderabile?
- Per quali motivi entrare nella Comunità? Quali sono alcuni aspetti più importanti del progetto?
- Si può spiegare anche in una maniera più semplice il significato della Comunità Nuovo Mondo?
- In prospettiva si parla di uno stato federato delle comunità locali. Un modello simile c’è già in Svizzera. Eppure la Svizzera è uno stato del tutto inserito nel sistema attuale e non un’alternativa ad esso. Che cosa manca al modello svizzero che la CNM avrebbe in sé?
- Nella Carta costituzionale si parla di “democrazia diretta”. Si può spiegare in che modo si intende realizzarla?
- Si può spiegare meglio come mai la “reggenza” della Comunità è stata affidata ai 3 consigli culturale, giuridico ed economico e ad un quarto consiglio di sintesi dei tre e non invece ad un solo consiglio?
- Perché darsi delle norme e una strutturazione così precisi e vincolanti? Non è meglio più libertà?
- Ciò che serve all’umanità non è forse l’amore fra le persone e uno sviluppo della dimensione del cuore, piuttosto che delle norme?
- A chi è rivolto il progetto della CNM e quali obblighi ci sono nell'entrare nella Comunità? Si deve abitare insieme?
- Quanto costa iscriversi alla Comunità Nuovo Mondo?
- Quale potrebbe essere il ruolo dei professionisti e dei lavoratori autonomi nella Comunità
- Che ruolo possono avere i dipendenti statali o di imprese?
- Che ruolo può avere un pensionato nella Comunità?
- Che ruolo possono avere i giovani?
- Che ruolo hanno le famiglie e i bambini?
- Le donne hanno un ruolo particolare in questo progetto?
- Quale ruolo possono avere le imprese o le associazioni esistenti?
- In che modo si realizzerebbe questo “ingresso di imprese esistenti nel modello comunitario e nelle sue strutture”?
- In questi tempi così difficili, in cui le imprese sono in concorrenza da tutto il mondo e in cui la tassazione ha raggiunto livelli molto alti, come fare affinché le aziende non vadano in perdita?
- Comunità già esistenti possono aderire alla CNM?
- Nella Comunità tutti devono pensarla alla stessa maniera?!
- C’è un regime alimentare o un regime salutistico nella comunità?
- Occorre abitare insieme ad altri per aderire al progetto?
- Il mercato e il consumismo rimangono anche all’interno di questo progetto?
- Che cosa darebbe in più la costituzione della Comunità Nuovo Mondo, rispetto alle sole cooperative di comunità?
- Che rapporto c’è fra il progetto della CNM e la Carta 2 di Arcevia, che tratta ugualmente il tema comunitario (La gestione comunitaria del territorio e del paesaggio)?
- Che rapporto c’è fra questo percorso e il percorso delle Reti e Distretti di Economia solidale?
- In quali altri modi si possono promuovere lo spirito e la pratica comunitari?
- Ha un aspetto di religiosità questo progetto o è laico o interculturale?
- C’è un orientamento nei riguardi della sfera sessuale?
- Ha finalità politiche questo progetto?
- In che senso si tratta di un “progetto sistemico”, della creazione di un nuovo sistema?
- Creare un nuovo sistema sociale non è come dire di “fare una rivoluzione”!?
- Perché volere cambiare il sistema che ci ha portato benessere?
- Se dunque si incomincia ad attuare un nuovo sistema sociale, si esce dal sistema attuale? Quale è la relazione fra i due sistemi?
- Nella Carta costituzionale si parla di “eliminazione della concorrenza”. Come avverrebbe questo?
- Mentre noi cerchiamo di costruire e vivere in un modello perfetto di società, come dovremmo comportarci di fronte alle emergenze dell’attuale momento storico?
- Uno dei problemi principali dell’umanità di oggi è quello ecologico, nel senso che stiamo distruggendo il pianeta in cui viviamo. Si può precisare meglio cosa farebbe la Comunità per questo?
- Si può immaginare che in questo progetto comunitario l'individualità venga soffocata, come era in società patriarcali o tribali?
- A parte le buone intenzioni, quali possono essere i metodi per proteggere e favorire le individualità nella comunità?
- La Comunità è contro il concetto di Stato?
- Comunità Nuovo Mondo e la federazione delle comunità intendono promuovere un'economia solo cooperativistica?
- Il progetto comunitario vuole abolire la proprietà privata?
- Si può spiegare meglio questo nuovo modello di proprietà, che si affiancherebbe a quello attuale?
- La Comunità mi separa dagli altri che non sono nella Comunità?
- Come si relaziona una comunità identitaria, ideale, elettiva, come è Nuovo Mondo, con le concrete comunità territoriali in cui essa si trova ad operare?
- La comunità agisce solo a livello locale ed è chiusa al vasto mondo?
- Questo tipo di comunità è adatto solo alle situazioni periferiche e non alle grandi città?
- Come si gestiscono i conflitti e i diversi punti di vista nella comunità?
- Sono pronte le persone per partecipare a questo tipo di struttura?
- Visto che la teoria di Darwin ci dice che la specie si seleziona e si migliora con il conflitto e la vittoria del più forte, non è una illusione antiscientifica pensare ad una società basata sulla collaborazione e sulla coltivazione del bene comune?
- Quale tipo di individuo è più adatta a stare nella Comunità nuovo mondo?
- Questo progetto non ci parla troppo del futuro e troppo poco del presente?
- In che contesto nasce e intende diffondersi questo progetto?
- Da che tipo di cultura è nato il progetto?
- Quale è il rapporto della CNM con la tecnologia?
- Che cosa comporta partecipare alla Comunità Nuovo Mondo?
- Quando una Comunità Nuovo mondo raggiunge, per esempio, i 500 comunitari aderenti, dove potrà fare i suoi incontri in plenaria, per esempio gli incontri conviviali?
- Quali sono le prime attività che si possono prevedere dopo la fondazione?
- Perché è stata fatta la costituzione della Comunità Nuovo Mondo, il 24 settembre 2017, non molto tempo dopo che il progetto era stato presentato pubblicamente? Non sarebbe stato meglio prevedere un percorso preparatorio e partecipativo più lungo?
- Contatti
1. La Carta costituzionale è definitiva o soggetta a modifiche?
La Carta è sempre in evoluzione migliorativa e quindi soggetta a modifiche. La prassi per realizzarle si trova all’interno della Carta stessa e del regolamento della Comunità. Gli aggiornamenti saranno pubblicati sul sito della Comunita www.comunitanuovomondo.org Lo spirito del progetto e della sua strutturazione è di tipo autopoietico, cioè si definisce, si modifica e si rigenera dal proprio interno. Il progetto è anche un percorso, che ha un insieme di valori la cui realizzazione non è definita esattamente, ma in costante cambiamento e metamorfosi, per adeguarsi alle esigenze che gli associati andranno esprimendo nel tempo. Le Comunità nuovo mondo saranno un percorso in evoluzione continua, in relazione all’evoluzione delle individualità e dell’umanità e in relazione a esigenze, bisogni e ideali degli associati. Anche il modo di strutturare e gestire le comunità è e sarà in evoluzione
Comunità di questo tipo, reciprocamente riconosciute e fra loro federate, potranno adottare versioni diverse della Carta costituzionale. Tutti i documenti della CNM vanno considerati “in progress”.
2. Come mai il documento base della comunità si chiama “Carta costituzionale”?
Come la Costituzione della Repubblica italiana è il documento base che regola la convivenza del popolo italiano, così questa carta è il documento base che regola la convivenza di questo “popolo etico”, che andrà formandosi con le persone che condividono questo progetto e aderiscono ad esso, decidendo di darsi delle proprie regole, all’interno delle leggi del popolo italiano, per favorire la nascita di un nuovo tipo di società. Il “popolo dei comunitari”, oltre ad essere soggetto alle leggi dello stato, come tutti i cittadini, si dà delle norme ulteriori, che regolano la vita interna di questo “popolo” e che, con il loro affermarsi, potrebbero preparare la trasformazione delle norme dello stato. La carta costituzionale delle CNM crea un nuovo livello di società, prima inesistente. Oggi fra l’individuo (con la sua famiglia) e lo Stato (con i suoi livelli di decentramento) non c’è nulla in mezzo. D’ora in poi ci saranno gli individui, le CNM di individui e lo stato. Questa creazione si può rivelare di un valore inestimabile nel portare innovazione positiva all’interno della nostra società, facendo da levatrice ad un nuovo e più positivo sistema sociale, come è obiettivo esplicito delle CNM. Questo livello "comunità", così introdotto, è l'unico in grado di poter realizzare democrazia diretta, economia al servizio della comunità e non viceversa, cultura libera e non asservita al potere dominante della finanza. A poter realizzare questo non può essere un qualsiasi tipo di comunità, ma una comunità pensata e strutturata per trasportare la società verso un sistema sociale collaborativo e di bene comune. Questo nuovo contenitore è quello giusto per inserire in futuro al suo interno ogni pratica virtuosa, senza che venga riassorbita e posta al servizio della logica conflittuale del sistema vigente
3. Una Comunità quindi si può creare anche in altri modi?
Assolutamente sì! Avvalendosi dell'art. 2 della Costituzione, una Comunità può essere creata in innumerevoli modi diversi, cambiando i suoi valori, le sue finalità, il modo di essere strutturata e organizzata e di funzionare. Noi non parliamo di “comunità”, termine abusato, ma di “Comunità Nuovo Mondo”, che è uno specifico e ben determinato tipo di comunità, fondata su principi etici, mutualistici e sociali, e che vuole basarsi su una strutturazione il più possibile partecipativa, responsabilizzante e funzionale. E’ chiaro che non ci si può limitare a dire soggetto “comunità", perché ci sono tanti concetti di comunità e modi diversi di usare questa parola e anche tanti tipi di comunità; per esempio esiste un progetto di legge, che sta in parlamento e che definisce le comunità, ma sono comunità di tipo diverso da quelle che vengono a crearsi con la carta fondativa della CNM; sono praticamente le comunità familiari abitative che vanno oltre i vincoli di sangue; esse sono previste anche nel nostro tipo di comunità, ma ne sono solo una piccola parte, una delle possibilità, non obbligatoria, all'interno di un concetto molto più ampio e articolato di comunità. Abbiamo anche cercato di determinare un tipo di comunità in cui gli individui che vi vanno a far parte vi si possano riconoscere e identificare, nel maggior numero possibile di aspetti . Per alcuni il termine “comunità” può dare un’idea di chiuso, non compatibile con i tempi moderni. In realtà le CNM hanno sviluppato un concetto di comunità che è ampiamente aperto in tutte le direzioni, badando solo a non compromettere valori e finalità.
Sia chiaro che il territorio è la base delle comunità, ma il territorio di per sé non fa comunità. Chi pensa a generiche e vaghe "comunità territoriali" non ha preso atto del fatto che sui territori c'è lo stesso sistema e la stessa società di individui in conflitto fra di loro. Per costruire comunità positive occorre basarsi prima di tutto su un elemento di adesione interiore ad un progetto di bene comune e di nuova civiltà e non su elementi e fatti esteriori, i quali possono essere sì utili, ma solo nel facilitare e contribuire a trasportare nel sociale un'etica nuova già maturata dentro gli individui. Bisogna partire da chi ha già fatto un percorso interiore verso l'interesse collettivo dell'umanità e pone l'interesse individuale all'interno di quello collettivo. Costoro dovranno mostrare di essere più felici e più efficaci e di saper realizzare il "ben vivir". Diventeranno così un magnete che attrae la maggioranza degli uomini verso un nuovo e migliore modello di società.
4. Il nome “Nuovo mondo” non è sconveniente, visto che esiste un romanzo di Aldous Huxley, intitolato “Nuovo mondo”, che descrive una società altamente indesiderabile?
E’ vero che esiste questo uso negativo antecedente, così come esistono vari usi positivi. Per esempio anche Eckhart Tolle ha scritto un libro dal titolo “Un nuovo mondo”, in cui l’espressione è usata in modo positivo, pur non essendo presa a riferimento per il progetto della CNM. In questo progetto si dà un valore del tutto positivo a questa espressione. Un “nuovo mondo” si può costruire in infiniti modi possibili. Huxley ne ha descritto uno negativo, qui al contrario se ne descrive, e soprattutto se ne vuol vivere, uno altamente positivo, in direzione opposta ad ogni visione apocalittica negativa.
5. Per quali motivi entrare nella Comunità? Quali sono alcuni aspetti più importanti del progetto?
Ci sono tanti motivi per aderire a questo progetto comunitario. Ne elenchiamo alcuni.
1. Dare avvio a un nuovo tipo di soggetto, le Comunità di questo tipo, avvalendosi dell'art. 2 della costituzione (“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove svolge la sua personalità e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”). Le Comunità Nuovo Mondo sarebbero appunto una formazione sociale in cui gli aderenti svolgono la loro personalità di cittadini, come è scritto all'inizio della Carta fondativa.
Il solo fatto della creazione delle Comunità, come livello organizzativo sociale intermedio fra individuo e stato, è un elemento fortemente innovativo. E lo è per il fatto che non si tratta di generiche comunità astratte, ma di comunità ben caratterizzate nei loro valori, nelle loro finalità, nelle loro modalità organizzative e nelle loro attività, pur essendo in movimento evolutivo, in metamorfosi continua, come lo è il flusso della vita. Il tutto con l’intento di essere un’alternativa di sistema, nettamente migliore rispetto all’individualismo e alle dittature oligarchiche o alle vuote democrazie formali, di fatto anch’esse dominate da una ristretta oligarchia finanziaria. Questo tipo di comunità vuole essere una cellula di base migliore, per la strutturazione di tutta la vita sociale, con la possibilità di estendere il suo modello a comuni, distretti, regioni, stati, federazioni di stati e al mondo intero!
2. Questo nuovo soggetto, vuole diventare protagonista, nel cercare di organizzare in modo più comunitario e condiviso e meno individualistico, tutti i vari aspetti della vita, compresa la creazione delle imprese della Comunità, a partire da libere scelte degli individui. La strutturazione interna è orientata ad essere del tutto democratica, responsabilizzante, efficace, valorizzante delle diversità. La creazione delle imprese, comunitarie e senza fini di lucro, costituisce una concreta via intermedia fra le aziende private (comprese quelle cooperative) e quelle statali. Ciò non esclude affatto, ma anzi vengono ricercate, forme di integrazione in rete delle imprese private (collettive e individuali) nel sistema comunitario, o la collaborazione con esse.
3. Mentre nelle normali imprese economiche la responsabilità di esse è normalmente in mano esclusivamente a chi mette il capitale finanziario, in questo modello si cerca di trovare una via di buon senso fra la responsabilità di chi mette il capitale e la responsabilità della Comunità che progetta le imprese, e quella dei gestori diretti dell'impresa.
Un organismo comunitario responsabile dello sviluppo economico (il Consiglio economico) è un fatto del tutto nuovo, rispetto all’economia individualistica e conflittuale che c’è nella nostra società. Quando esso sarà attivato anche agli altri livelli territoriali (distretto, regione, stato), attraverso il coordinamento, la federazione e le comunità settoriali, sarà in grado di risolvere i problemi dello sviluppo economico, garantendo sia la libertà di iniziativa economica che una pianificazione dal basso, utile a sostituire la concorrenza con la collaborazione. Si tratterà di una autentica rivoluzione economica pacifica, che condurrà ad una civiltà economica di tipo superiore. Invece di imprese in lotta fra di loro, ci saranno imprese promosse dalle Comunità, le quali avranno, come tutte le imprese, costi di produzione che determineranno il giusto prezzo di vendita dei prodotti per ottenere il pareggio o un modesto utile. Le imprese dello stesso settore, di comunità diverse, invece che essere selezionate tramite la concorrenza, come avviene ora, saranno comparate fra di loro, per capire da cosa dipendono i costi più bassi di una impresa rispetto ad un’altra (e il relativo prezzo di vendita più basso ai fruitori), a parità di qualità, in modo da emulare le esperienze migliori e ottenere miglioramenti continui nella qualità (bellezza, funzionalità, durabilità, ecc.), nel prezzo, nell’ecologia del processo, attraverso lo scambio gratuito di conoscenze, la trasparenza e l’accessibilità a tutte le esperienze.
Le attuali Corporation private perderanno gradualmente senso, in parte per via della condivisione gratuita e del trasferimento delle conoscenze tecniche fra tutti i territori e per l’altra parte perché saranno sostituite dalle comunità professionali, previste nella Carta fondativa, dove dovranno confluire le conoscenze ora sviluppate nelle Corporation.
Si creerà un’economia e un sistema di imprese che, nel loro insieme, non staranno più sotto la responsabilità di singoli in lotta fra di loro, ma sotto la volontà e il controllo di una comunità di persone affratellate da un cosciente patto sociale liberamente sottoscritto.
4. Oltre ad un economia condotta tramite imprese, le CNM promuovono anche una economia interna non commerciale, basta sui principi di condivisione e mutuo aiuto, e un equa ripartizione dei beni e servizi prodotti, come si può leggere all’interno delle carte costituzionali delle CNM.
5. Tramite le CNM stesse, ma anche tramite eventuali apposite forme societarie e fondazioni, si cercherà di fare in modo che, per imprese, mezzi di produzione, terre, edifici, capitali, acquisiscano meno importanza le proprietà singole e maggiore importanza le proprietà di gruppo, collettive, pur potendovi avere ogni individuo le sue proprie azioni. Questo permetterà di raggiungere un sistema efficace per la raccolta di capitali e la parziale socializzazione della produzione, ma nello stesso tempo il controllo di queste proprietà sarà posto sotto il Consiglio di Comunità, che garantisce l’eticità, l’interesse generale e la democraticità vera dell’uso delle risorse, per il bene collettivo e non per la spartizione di dividendi provenienti da attività ecologicamente e socialmente dubbie, poste all’interno di un sistema che ha troppi elementi nocivi.
6. Data l'attuale situazione di crisi dei vari aspetti del welfare, un punto importante sarà anche quello del mutuo aiuto.
7. Il campo delle relazioni interpersonali e del loro miglioramento, prenderà sicuramente un posto importante o essenziale, attraverso le esperienze pratiche della vita comunitaria e delle imprese e attraverso l'orientamento ai valori del progetto. Dal campo delle relazioni scaturiranno anche vie molto utili all'evoluzione interiore positiva delle singole individualità, aspetto che sarà sempre più ambito e di soddisfazione. Sarà di aiuto la “Scuola evolutiva”, che andrà via via strutturandosi e arricchendosi di capacità di tenerla in modo proficuo per tutti.
8. L'anelito a realizzare gli scopi che la Comunità si dà nella sua carta fondativa
9. Si può dire, come afferma la Carta, che le Comunità Nuovo Mondo, nel loro funzionare, sono già la costruzione concreta di un nuovo modello di società, fondata su nuovi valori. Al loro interno vengono creati una nuova cultura, un nuovo diritto e una nuova economia che, nel diffondersi, possono diventare la base per la nuova strutturazione della società. Comunità così concepite creano un ambito istituzionale nuovo, in cui i problemi della vita e della società vengono affrontati affiancando alla dimensione individuale e a quella statuale, anche quella comunitaria.
10. Il progetto federativo e di trasformazione dal basso dello Stato. In attesa che, attraverso una rivoluzione culturale e politica, si crei uno stato federato delle Comunità locali, possono essere i cittadini stessi, nella loro parte più socialmente consapevole, ad organizzarsi in modo comunitario, prefigurando un nuovo modo di funzionare della società. Questo percorso dal basso sembra indispensabile perché possa realizzarsi anche quello politico.
6. Si può spiegare anche in una maniera più semplice il significato delle Comunità Nuovo Mondo?
Le CNM stanno in mezzo fra l’individuo (con la sua famiglia) e lo Stato. Possono essere quindi viste sia come una grande famiglia che come un piccolo stato. Esse vogliono occuparsi dei bisogni e dei sogni dei loro “familiari comunitari”, attraverso la loro stessa opera di solidarietà interna. Per esempio, invece che ogni famiglia si occupi del lavoro dei suoi figli, saranno le Comunità ad occuparsene per tutte le famiglie di ogni comunità. Lo stesso potrà avvenire per tutti i problemi per cui lo stato non fornisce soluzioni soddisfacenti e troppo difficili da risolversi individualmente e senza conflittualità.
Lo scopo delle CNM è di creare comunità coscientemente organizzate, che stanno fra individuo e stato e che permettano di portare tutti gli aspetti sociali più vicini agli individui e favoriscano una loro maggiore evoluzione positiva e creativa, generando una società decisamente migliore di quella attuale. In realtà il soggetto singolo non esiste, è una astrazione, perché l’essere del uomo è sociale fin dalla sua generazione e nascita, mentre lo stato è troppo lontano per occuparsi della vita dei cittadini, né è giusto che lo faccia, se non è uno stato che nasce e si struttura dal basso verso l’alto.
Le Comunità nuovo mondo sono un’autentica rivoluzione positiva per tutti. Esse definiscono e creano il livello comunitario della società. Prima c’erano solo l’individuo e la società liquida, l’individuo e lo stato, peraltro attaccato dalla vorace e violenta globalizzazione finanziaria. Ora, fra l’individuo e la società globale liquida ci sono potenzialmente anche le Comunità. E non comunità qualsiasi, ma ben strutturate, per rappresentare una alternativa sistemica, per dare più spazio all’espressione individuale di quanta ne dà la società liquida, per aprire spazi alla creatività e responsabilità diretta per la propria vita, insieme agli altri. Comunità in cui vige ampia libertà, in cui tutto vuole essere ben preciso e ben definito e accordato, ma in cui tutto è anche in movimento e in ogni momento tutto può essere cambiato dal basso, con responsabilità e partecipazione diretta. Gli organismi di livello superiore dovranno rispondere a quelli di livello inferiore e viceversa, contemporaneamente, affinché tutto stia nel bene collettivo. Da queste comunità nasceranno forme comunitarie di proprietà e imprese comunitarie per la gestione delle varie attività, rette da persone adeguate. Da queste comunità nascerà una nuova cultura variegata, nella libertà di pensiero, ma anche olistica, per accogliere le verità della nuova era, in cui tutto viene compreso e sperimentato nel tutto.
Un compito essenziale sarà di superare la conflittualità del sistema attuale.
Oggi l’uomo inquina l’ambiente in cui vive, lo abbruttisce, elimina la biodiversità, avvelena il cibo che mangia e l’acqua che beve, si crea da solo dei motivi di malattia, trasforma il progresso tecnologico da vantaggio a sventura, concentra la ricchezza e il potere in poche mani e lascia in difficoltà miliardi di persone.
Uno dei motivi principali per cui realizza egli stesso tutte queste assurdità è che l’individuo, nell’attuale sistema, è in lotta contro gli altri, per affermare se stesso e questo è considerato giusto dall’attuale cultura egemone. Nelle imprese l’imprenditore è quasi costretto a cercare di abbassare i costi per essere competitivo e vincere la concorrenza. Si gioca così al ribasso. Solo se ci si considera come Comunità, in cui tutti hanno lo stesso interesse, e non come individui separati, l’uno in lotta contro l’altro per prevalere, si può arrivare ad una società che coltiva la bellezza, la biodiversità, il cibo sano, i rapporti, l’equità, l’arte, la cultura, la creatività e tutto ciò che rende bella la vita sulla terra.
Le Comunità nuovo mondo sono uno dei pochi soggetti che offrono il racconto di una società alternativa a quella attuale, descrivendola abbastanza dettagliatamente nel suo strutturarsi e nel suo funzionamento. Le CNM sono un progetto contemporaneamente politico, culturale ed economico, di trasformazione innovativa, ecologica ed evolutiva della nostra società e civiltà.
Le CNM sono il contenitore giusto, in cui l’individuo può costruire la sua vita in modo sano e felice, per se stesso, per la comunità in cui si inserisce e per tutta la società. Tutto è però ancora in fase del tutto iniziale, per cui occorre non scoraggiarsi e procedere in avanti con tutti quei piccoli passi, che porteranno gradualmente alla piena realizzazione del progetto.
7. In prospettiva si parla di uno stato federato delle comunità locali. Un modello simile c’è già in Svizzera. Eppure la Svizzera è uno stato del tutto inserito nel sistema attuale e non un’alternativa ad esso. Che cosa manca al modello svizzero che le CNM invece avrebbero in sé?
Sì, è vero la struttura dello stato svizzero è di tipo federale. A parte il fatto che il tipo di istituzioni federali svizzere può essere migliorato, per una democrazia più forte ancora, è chiaro che il federalismo delle istituzioni pubbliche non basta a cambiare la società, a creare un sistema nuovo. Un sistema è un insieme completo di aspetti, integrati fra di loro e cambiare solo un aspetto non è sufficiente per cambiare il sistema. Quello che più manca nella confederazione elvetica è un nuovo modello di gestione dell’economia e della proprietà, due temi che invece sono affrontati nel progetto della CNM.
Inoltre, per cambiare la società in senso veramente positivo, occorre anche un cambiamento della cultura e della sensibilità di base, che metta al centro il valore della persona umana e delle relazioni e il bene comune e non un benessere solo esteriore.
Occorre anche un cambiamento politico che porti il nuovo anche nelle leggi, nel modello di democrazia e di istituzioni, nella finanza, nel modello monetario e nel modello UE in cui siamo inseriti, e le CNM intendono dare il loro contributo a preparare il terreno anche in questa direzione.
Va anche considerato che le CNM sono un’organizzazione privata e non un’articolazione dello stato, come lo sono le regioni e i comuni. Quindi operano al loro interno per creare un nuovo modello di vita e al loro esterno per modificare e migliorare le istituzioni esistenti.
8. Nella Carta costituzionale si parla di “democrazia diretta”. Si può spiegare in che modo si intende realizzarla?
Nella nostra società individualista e conflittuale in cui ciascuno cerca il proprio interesse contro gli altri, inevitabilmente il dominio viene assunto da chi è più attirato e attaccato al potere, al possesso di beni, al denaro quale strumento di possesso e dominio; in questo modo si perde totalmente ogni aspetto democratico; e si tratta della situazione attuale, perché votare ogni 5 anni non ha nulla a che vedere con la democrazia diretta e per di più il voto non porta ad eleggere un gruppo di politici al servizio degli interessi dei cittadini, ma porta ad una politica di fatto asservita al capitale finanziario! Di contro si è ben visto e appurato che una società burocratica, pianificata dall’alto e dominata da una casta burocratica, è ugualmente del tutto contro il potere diretto della popolazione. Questo non significa che non ci sono vie per la democrazia diretta, ma soltanto che l’unica via possibile per la democrazia diretta è quella comunitaria, in cui comunità limitate di persone riprendono in mano aspetti basilari della vita e in altri aspetti, che non sono alla loro portata, si federano o coordinano dal basso, a livelli territoriali via via più alti (distretto, regione, stato, UE, mondo). Una volta che gli organismi di livello territoriale superiore siano stati creati, il giusto modo di interazione è che essi siano controllati dal basso e a loro volta siano controllori degli organismi di livello territoriale inferiore (processo bidirezionale di controllo e interazione, come c’è nei processi della vita). C’è un doppio livello di democrazia diretta; il primo è quello descritto nella Carta costituzionale delle CNM, costituito da piccole comunità di base private, organizzate con normative fatte da loro stesse e sotto il loro controllo, che si coordinano a livelli via via più alti, costituendo l’humus per una riforma costituzionale dello stato. Il secondo livello è quello delle comunità istituzionali descritte con la Carta 2 di Arcevia. Le prime indicativamente sono comunità volontarie dalle 200 alle 1000 persone, le seconde indicativamente corrispondono a distretti territoriali istituzionali con popolazioni dai 50.000 ai 300.000 abitanti e richiedono una riforma costituzionale. Qui un approfondimento sulla DEMOCRAZIA DIRETTA
9. Si può spiegare meglio come mai la “reggenza” della Comunità è stata affidata ai 3 consigli culturale, giuridico ed economico e ad un quarto consiglio di sintesi dei tre e non invece ad un solo consiglio?
Questa suddivisione permette una maggiore partecipazione alle responsabilità e una suddivisione nei tre settori fondamentali del vivere sociale che sono appunto la cultura, il diritto e l’economia, ognuno con le sue proprie e differenziate istituzioni e le sue pratiche. Questi tre settori coprono l’intera vita sociale, senza che nulla rimanga fuori.
Questa suddivisione della organizzazione della Comunità in tre consigli, più un quarto che li riunisce e ne è la sintesi, non è stata fatta a caso, ma risponde a ragioni profonde. C’è un parallelo fra come è costituito e funziona il nostro corpo e come è stata strutturata la CNM. Il corpo umano, infatti, è strutturato in tre grandi apparati, il sistema nervoso, che ha centro sulla testa e nel cervello, il sistema ritmico, della circolazione sanguigna e respiratoria, che ha centro sul petto e sul cuore e il sistema del ricambio che ha centro sulla pancia. A questi tre centri corrispondono anche le tre facoltà centrali dell’uomo, le facoltà interiori o dell’anima: il pensiero, il sentimento e la volontà. Facendo la trasposizione dall’organismo umano ad un organismo sociale, che colleghi le persone fra loro in un modo sano, al sistema nervoso corrisponde il sistema culturale e formativo, a quello ritmico corrisponde il sistema giuridico, delle norme sociali e degli apparati corrispondenti, e al sistema del ricambio corrisponde il sistema economico. Pertanto questa suddivisione viene a corrispondere a quanto la saggezza della natura ha operato nella costituzione dell’uomo sia nel suo corpo che nella sua anima. La coscienza dell’uomo è l’unità fra le tre attività del pensare, sentire e volere; essa guida e regge l’uomo come coscienza pensante, di sentimento e volitiva. Allo stesso modo il 4° consiglio, cioè il consiglio di Comunità, rappresenta l’unità fra i consigli culturale, giuridico ed economico e regge la comunità in modo naturale.
10. Perché darsi delle norme e una strutturazione così precisi e vincolanti? Non è meglio più libertà?
Non bisogna illudersi: nella vita sociale ci sono sempre delle norme, così come nel funzionamento del mondo e della vita naturale. La vita sociale è tale in quanto ha delle norme di convivenza e non c’è alternativa a questo. Le norme sociali di convivenza o si creano e si controllano nella loro evoluzione -ed è questa la vera libertà-, o si subiscono -ed è questa la schiavitù. Se le norme provengono da una autorità saggia e altruistica, va bene anche “subirle”, piuttosto che crearle senza saggezza e armonia. Tuttavia il principio di Libertà, chiede che le norme siano o liberamente prodotte o liberamente accolte. Nella società di oggi molte norme sono inquinate dall’interesse di un potere finanziario elitario, che vuole dominare tutto e tutti per il proprio interesse e per il mantenimento del proprio potere, costruendo una fredda civiltà tecnocratica, avulsa dal vero essere dell’uomo. Costruire norme di convivenza dal basso è un atto di responsabilità e libertà, che conduce ad una evoluzione positiva dell’umanità. Non facciamoci ingannare: chi non vuole norme comunitarie condivise è perché vuole imporre alla comunità le proprie leggi non condivise.
11. Ciò che serve all’umanità non è forse l’amore fra le persone e uno sviluppo della dimensione del cuore, piuttosto che delle norme?
Questo è giusto. Più gli individui sono maturali nell’amore altruistico e meno norme stringenti servono. Ma siamo ancora ben lontani da questo livello evolutivo, se non per una piccola parte dell’umanità. Inoltre la vita sociale ha comunque bisogno di una strutturazione, così come il nostro corpo ha bisogno delle ossa, dei muscoli e di tutti gli apparati e organi, per poter funzionare bene.
12. A chi è rivolto il progetto della CNM e quali obblighi ci sono nell'entrare nella Comunità? Si deve abitare insieme?
Il progetto della CNM è rivolto a tutte le persone di buona volontà che vogliono unirsi, per favorire cambiamenti positivi nella società umana. Il progetto è basato sul valore della libertà e sull’adesione libera per ogni aspetto della Comunità, senza alcun obbligo. La richiesta principale è di condividere i valori e il progetto complessivo, contribuendo in un qualche modo e forma alla sua realizzazione e al suo miglioramento. Altri possibili aspetti, come l'abitare in co-housing con altri comunitari o il lavorare nelle imprese promosse dalla Comunità, o il partecipare al sistema della condivisione e del mutuio aiuto, appartengono al campo della libertà individuale e richiedono anche reciprocità. I soci della CNM non vogliono tanto vivere insieme, ma soprattutto creare insieme un nuovo modello di società, che renda felici tutti. Naturalmente sarà anche possibile e probabilmente auspicabile, che alcuni scelgano liberamente di vivere insieme, in cohousing o ecovillaggi o in altre strutture ed esperienze di gruppo, ma questo riguarda le scelte libere degli individui associati e richiede reciproco accoglimento. Anche l'apporto finanziario per le attività d'impresa non è obbligatorio, anche se auspicabile, di qualunque entità sia, e in ogni caso le quote rimangono di proprietà di chi le mette a disposizione. E’ consigliato e promosso l’acquisto di beni e servizi prodotti dalle imprese promosse dalla Comunità, o con essa collegate e integrate.
13. Quanto costa iscriversi alla Comunità Nuovo Mondo?
Al momento l’iscrizione è gratuita. Non si chiede denaro, ma adesione di cuore al progetto. Si potranno fare donazioni e saranno gradite, per portare avanti i vari progetti. Per sostenere le spese gestionali (che dovrebbero essere modeste), si potranno anche adottare di volta in volta dei criteri di ripartizione, eventualmente seguendo dei criteri generali espressi a regolamento interno. Per queste spese potranno essere costituiti dei fondi cassa preventivi. Chi invece voglia sostenere finanziariamente le imprese promosse dalla Comunità (che sono distinte dalla CNM), potrà farlo diventandovi socio e prendendo partecipazioni in capitale o facendo ad esse dei prestiti.
14. Quale potrebbe essere il ruolo dei professionisti e dei lavoratori autonomi nella Comunità
I professionisti e i lavoratori autonomi che hanno aderito alla comunità come persone fisiche, potranno naturalmente continuare ad esercitare la loro professione. I comunitari potranno rivolgersi liberamente alle imprese e professionisti collegati con la Comunità, per dare maggiore forza al suo progetto e alle sue attività. I prezzi per i comunitari potranno essere concordati secondo i principi e i criteri generali della Comunità. Potrà essere redatta una carta dei principi per i professionisti e lavoratori autonomi che aderiscono alla comunità. Nello stesso tempo i professionisti potranno anche orientarsi a costruire delle cooperative di servizi, promuovendole all’interno della comunità. Per tutte le tipologie di imprese -e quindi anche per professionisti e autonomi- sono previsti dei criteri per diventare imprese integrate nel sistema comunitario della CNM. Alcuni professionisti, che forniscono servizi importanti ed essenziali alle comunità di persone, potrebbero chiedere di entrare in un sistema privato-comunitario della condivisione e del mutuo aiuto, di cui si trovano notizie nella Carta costituzionale.
15. Che ruolo possono avere i dipendenti statali o di imprese?
Tutti gli individui, indipendentemente dalla tipologia del loro lavoro, e anche i disoccupati, possono contribuire alla realizzazione delle finalità della Comunità.
16. Che ruolo può avere un pensionato nella Comunità?
Potrà essere un ruolo molto importante. Un pensionato potrà portare, in alcune delle attività promosse dalla Comunità, le sue esperienze, le sue idee, il suo lavoro volontario, i suoi capitali ( senza perderne la proprietà) e potrà contare sulla assistenza della “comunità familiare” nel momento in cui perda indipendenza, se non assistito direttamente dalla propria famiglia di sangue, o da strutture pubbliche o private adeguate.
17. Che ruolo possono avere i giovani?
I giovani dovranno avere un ruolo molto importante. La Comunità cercherà di fare in modo che i giovani, normalmente in cerca di lavoro, per costruire il loro futuro, possano essere inseriti facilmente nelle attività d'impresa promosse dalla Comunità o nelle imprese collegate alla Comunità, in collaborazione con i giovani stessi o su loro iniziativa, in modo che la loro attività lavorativa e indipendenza economica possano realizzarsi prima di quanto avviene attualmente. La comunità ha l'obiettivo di dare ampio spazio alla formazione e autoformazione dei bambini, ragazzi e giovani alla cultura, ai valori e alle pratiche della comunità, ma anche di favorire la loro creatività, responsabilità, libertà e capacità di indipendenza. Anche i giovani potrebbero fare la scelta di aderire al sistema interno non commerciale della Condivisione e mutuo aiuto, dando il loro apporto e ricevendo dall’apporto di tutti gli altri aderenti.
18. Che ruolo hanno le famiglie e i bambini?
L’adesione alla comunità è individuale e riservata ai maggiorenni, secondo le norme dei vari paesi per la maggiore età. La comunità dà molta importanza sia alle famiglie che ai bambini. Quando uno dei due coniugi ha aderito, l’altro coniuge potrà partecipare, oltre che alle attività aperte al pubblico, anche a quelle aperte ai familiari non aderenti. Ideale è l’adesione di entrambi i coniugi. La Comunità dà molta importanza alle attività educative e ludiche rivolte ai bambini e cerca di sviluppare, al proprio interno e per l’esterno, un nuovo approccio educativo, basato sulle didattiche più avanzate e più adatte ad un’armonica ed equilibrata crescita dei bambini e dei ragazzi, orientate anche a far maturare in loro sia l’indipendenza interiore, la sicurezza, la scoperta di sé, la coltivazione dei propri aspetti positivi, sia la capacità di relazionarsi positivamente con gli altri e con gli esseri della natura, elaborando e trasformando gli aspetti conflittuali e sviluppando uno spirito comunitario e universalistico.
19. Le donne hanno un ruolo particolare in questo progetto?
Oggi viviamo in una società che ha una impronta più patriarcale che matriarcale. Occorre trovare un equilibrio nuovo fra i due sessi e dare maggiore importanza alla dimensione femminile e ai valori più legati al mondo femminile: l’accoglimento, la cura delle relazioni, dei bambini e degli anziani, la cura dell’ambiente, la ricerca di bellezza e armonia, la dimensione del sentimento, delle emozioni e della volontà, per portare equilibrio all’eccessiva razionalità fredda e calcolatrice del pensiero logico, a cui gli uomini si sono dedicati maggiormente. In un periodo di transizione le donne, in generale più aperte e meno rigide degli uomini, potranno essere le levatrici della nuova era, affiancate, motivate e protette da quella parte del mondo maschile che ugualmente si mette in movimento per un miglioramento di se stessi e della società. Le CNM vogliono onorare e valorizzare le donne e le differenti capacità e sensibilità fra uomo e donna e la positiva interazione fra di essi.
20. Quale ruolo possono avere le imprese o le associazioni esistenti?
L'adesione alla Comunità avviene a livello individuale e non di organismo giuridico della società. Chi ha esperienze di impresa può portare le sue conoscenze all'interno della Comunità per contribuire a realizzarne i fini. La Comunità a livello economico promuove sia la creazione diretta di imprese comunitarie, sia l’ingresso di imprese esistenti nel suo modello e nelle sue strutture, sia la messa in rete o in collegamento delle imprese esistenti o la collaborazione con esse. Le aziende potranno anche essere donate alle strutture proprietarie collegate alla comunità. Le associazioni potranno collaborare, in svariati modi, con le attività della Comunità. Si potranno creare alleanze fra le CNM e varie associazioni. Alcune associazioni esistenti potrebbero essere il tramite per la creazione di CNM territoriali nuove.
21. In che modo si realizzerebbe questo “ingresso di imprese esistenti nel modello comunitario e nelle sue strutture”?
Sicuramente ci sarà da fare una valutazione caso per caso, in quanto alla fin fine si tratta di fare un patto privato sottoscritto, condiviso dalle due parti. Per ora possiamo ragionare solo su esempi concreti. Supponiamo che una piccola impresa agricola familiare con un titolare voglia entrare nel sistema comunitario, per esempio volendo mettere a disposizione una produzione di pane o di miele, in cui il responsabile vuole continuare a lavorare. Va detto che l’adesione alla comunità avviene a livello di persona e non di impresa, per cui un primo aspetto consiste nell’adesione alla comunità da parte del responsabile dell’impresa. Se la comunità produce già abbastanza pane o miele con le aziende che sono già all’interno del sistema, per il mercato interno della comunità, questo spazio sarebbe momentaneamente chiuso all’ingresso di nuove aziende. Si potrebbe però tentare di aprire o ampliare il mercato di pane o miele verso l’esterno della comunità. Del resto il produttore porta in dote anche la sua rete di vendite. Una sua esigenza potrebbe essere di occuparsi solo della produzione e non della vendita. L’ingresso nel sistema comunitario comporterà sicuramente la trasparenza nell’aspetto contabile ed economico e un concordare insieme il giusto prezzo dei prodotti in modo che siano tutelati contemporaneamente i lavoratori (compresi i titolari) e i fruitori. Un altro aspetto è che l’impresa che entra sarà tenuta ad adottare il regolamento del lavoro approvato dalla Comunità. L’impresa si porrà in relazione con il Consiglio economico della comunità che darà indirizzi generali sulla conduzione delle imprese nella comunità. Nei momenti di trasformazione dell’impresa il consiglio economico sarà ugualmente coinvolto, sia nel dare il suo parere, sia nel valutare la tipologia di finanziamento degli eventuali investimenti necessari; anche per l’assunzione di nuovo personale l’impresa si potrà avvalere preferibilmente dell’”ufficio del lavoro” interno alla comunità. Infine, quando il titolare andrà in pensione, il futuro dell’azienda e il suo nuovo responsabile saranno decisi insieme fra il vecchio responsabile e il consiglio economico della comunità. In generale le scelte strategiche delle imprese si comunitarizzano, cioè escono dalla responsabilità del solo titolare dell’impresa e entrano nella responsabilità condivisa fra il responsabile e la comunità, attraverso i suoi appositi organismi, in quanto la comunità cura l’interesse collettivo e quello individuale attraverso il bene comune.
Vediamo anche un caso più complesso di una cooperativa agricola. Per poter parlare di ingresso di una cooperativa nel sistema comunitario occorre che vari dei soci della cooperativa siano entrati nella comunità e sentano l’esigenza di far entrare anche l’azienda di cui sono soci o in cui lavorano. Anche qui occorre la sottoscrizione di un patto specifico e che sia deliberato prima dal consiglio di amministrazione della cooperativa, come proposta da fare all’assemblea dei soci, e poi dall’assemblea stessa.
Poi valgono gli stessi aspetti: adozione del regolamento comunitario del lavoro, trasparenza dell’aspetto economico, giusto prezzo, relazione con il Consiglio economico della comunità per tutte le scelte strategiche e anche per l’assunzione di nuovo personale. Il consiglio di comunità potrà sollecitare il consiglio di amministrazione della cooperativa a portare dei cambiamenti (nel responsabile, nelle responsabilità operative principali, ecc.) negli eventuali momenti di difficoltà e crisi della cooperativa. Nel patto potrà esserci scritto che il consiglio economico della comunità ha il diritto di proporre all’assemblea una certa percentuale di componenti del consiglio di amministrazione, quando questo viene rinnovato dall’assemblea stessa. Al seguente link puoi trovare il regolamento Imprese e lavoro, dove è disciplinato questo aspetto:
22. In questi tempi così difficili, in cui le imprese sono in concorrenza da tutto il mondo e in cui la tassazione ha raggiunto livelli molto alti, come fare affinché le aziende non vadano in perdita?
In effetti ci troviamo in un periodo particolarmente difficile per la sostenibilità economica. L’approccio comunitario dovrebbe essere d’aiuto.
Le imprese promosse dal Consiglio economico della CNM, sono progettate collettivamente e questo dà una garanzia in più. I responsabili sono scelti in base alla capacità di essere all’altezza dei compiti. Le risorse finanziarie sono cercate all’interno, anche se non solo. I comunitari possono essere i primi clienti di beni e servizi prodotti da imprese economiche associate alla comunità, alle quali potranno portare aiuto in svariate modalità. Per evitare che le imprese vadano in perdita e per responsabilizzare chi vi lavora, si potrà prevedere una tipologia di lavoro e contratto che garantisca non una paga staccata dai risultati e dai bilanci, ma una suddivisione degli utili generati. Gli altri comunitari faranno in modo di garantire che questo sia sufficiente per i lavoratori, sostenendoli con acquisti a prezzi adeguati, con lavoro volontario di supporto, con idee e messa a disposizione di competenze. La comunità dispone anche del sistema economico interno non commerciale della “condivisione e mutuo aiuto”.
23. Comunità già esistenti possono aderire alla CNM?
L’adesione alla CNM è individuale. Per “comunità già esistenti” in genere si intendono delle comunità abitative (esempio co-housing) o delle comunità abitative e di lavoro (esempio delle comunità agricole o ecovillaggi) o altri tipi di comunità, in genere localizzate. Quando una comunità esistente decida di entrare nel sistema delle CNM, sarà necessario che tutti i componenti, o almeno la maggioranza, di una tale comunità aderiscano individualmente alla CNM, e allora la comunità abitativa rientrerà di fatto nel sistema delle CNM, alla pari di altre comunità abitative che siano nate da persone aderenti ad essa. Ma ci sono anche varie altre possibilità di entrare in relazione, come, per esempio, attraverso reti di reti o con scambio di prodotti e servizi. Una comunità esistente può diventare uno dei “Centri di vita comunitaria” della CNM. Essi sono disciplinati nel regolamento interno della CNM.
Una comunità esistente potrà decidere di aderire al progetto delle Comunità nuovo mondo nel senso di farsi centro di riferimento per lo sviluppo di una comunità territoriale della CNM sul territorio in cui opera, in accordo con la CNM madre.
24. Nella Comunità tutti devono pensarla alla stessa maniera?!
Al contrario la forza della comunità è basata sulla diversità, sugli apporti liberi degli individui. Si chiede solo la condivisione e il rispetto per gli orientamenti ed i valori di fondo espressi nella carta costituzionale e la collaborazione per il raggiungimento dei fini. La Comunità vuole garantire la libertà nel pensiero e nello stesso tempo la solidarietà comunitaria e la giustizia in ambito economico, affinché la libertà possa essere piena anche nel vivere sociale. Alcuni aspetti della vita sono considerati dalla CNM come facenti parte della libertà e delle scelte individuali, sulle quali la comunità non interviene, anche se i singoli possono esprimersi: l’orientamento partitico, l’orientamento spirituale, religioso e filosofico, il regime alimentare, l’orientamento terapeutico e di igiene salutistica, l’orientamento sessuale.
Pur nel rispetto della libertà di pensiero, le CNM vogliono portare sui singoli territori e nella società, alcuni principi universali per il benvivere sociale, vivendoli direttamente: l’ecologia, la solidarietà, la giustizia, la democrazia diretta, la libertà, il rispetto dell’individualità, la cura del bene comune, l’uguaglianza di fronte alla legge.
25. C’è un regime alimentare o un regime salutistico nella comunità?
Ogni identità culturale è libera. Così lo è anche la scelta del regime alimentare e delle teorie e tecniche salutistiche, per prevenire le malattie. La Comunità, tramite il Consiglio di Comunità e i suoi gruppi tematici, cercherà di individuare e suggerire agli individui ciò che potrebbe essere più coerente per il bene individuale e collettivo, nel rispetto delle libere scelte.
26. Occorre abitare insieme ad altri per aderire al progetto?
Assolutamente no. Per rispondere a questa domanda è sufficiente citare un articolo della Carta costituzionale: “L'abitare è libero e ciascun comunitario potrà mantenere, per sé e la sua eventuale famiglia, la sua situazione abitativa o cercarne una nuova di suo gradimento. Tuttavia, per favorire la vita comunitaria ed una maggiore efficacia d'azione, la Comunità potrà promuovere al suo interno anche forme abitative ed edilizie più comunitarie come quelle adatte ai cohousing, cioè all'abitare insieme o di vicinato di più nuclei familiari, con alcuni servizi ed attività comuni, così come potrà promuovere (o accogliere) soluzioni abitative di prossimità, con una o più unità abitative vicine e collegate fra loro, o addirittura la formazione di villaggi ecosolidali. In questo caso è facile pensare che un villaggio ecosolidale possa diventare il centro di una comunità, ma non necessariamente. In generale la CNM è concepita come una “comunità diffusa” nella società e sui territori e non centrata in pochi luoghi in cui vivono i soci, anche se alcuni di tali luoghi saranno auspicabili e potranno essere di riferimento per il vivere”
27. Il mercato e il consumismo rimangono anche all’interno di questo progetto?
Le CNM nascono all’interno di un sistema di mercato e un sistema di potere e non ne possono prescindere. Le CNM non mettono in discussione il sistema di mercato per la produzione e distribuzione di prodotti e servizi, ma vogliono cambiare questo tipo di mercato che è altamente conflittuale, a potere centralizzato, e generatore di eccessive differenze di reddito, con concentrazione di ricchezza e potere in poche mani. Vogliono sostituirlo con un mercato più collaborativo fra i vari soggetti della società, più coscientemente pianificato dal basso, meno burocratico e più basato sui valori dell’ecologia e quindi non consumistico.
28. Che cosa darebbe in più la costituzione della Comunità Nuovo Mondo, rispetto alle sole cooperative di comunità?
La Comunità Nuovo Mondo rappresenta un progetto di più ampio respiro. La sua riproduzione e diffusione e la successiva federazione delle comunità sono uno strumento idoneo ad attivare un percorso di trasformazione positiva della società, dal basso, nei suoi tre ambiti culturale, giuridico ed economico.
Essa fa prendere in mano agli individui, in modo più deciso e profondo, tutti gli aspetti della loro vita. Attraverso la Comunità possono essere sviluppati molto più a fondo ed efficacemente gli aspetti della cultura, del diritto comunitario e dell'economia, che insieme costituiscono la vita di una società.
In ambito economico, la Comunità Nuovo Mondo potrà promuovere la creazione di svariati tipi di cooperative di comunità, ponendole all’interno di una visione comune, elaborata all’interno della Comunità. Essa potrà fondare cooperative di comunità, per esempio, nei seguenti settori:
• agricoltura
• commercio
• servizi
• produzioni varie (abbigliamento, artigianato artistico, meccanica, elettronica, ecc.)
• produzione energetica
• gestione riciclo e riuso
• informatica e comunicazioni
• arte e cultura
• edilizia
• salute
• formazione
• ecc.
e potrà spingersi fino a creare imprese per la gestione di varie tipologie di beni comuni (acqua, energia, ecc.). La Comunità potrà anche promuovere accordi di rete fra le imprese esistenti nei vari settori.
In questo modo la Comunità andrebbe ad occuparsi di tutti i settori economici che interessano la vita dei cittadini. Senza la Comunità tutte queste cooperative di comunità sarebbero slegate da un progetto di respiro unitario e collettivo. La comunità Nuovo Mondo sarebbe il giusto ambito chiamato ad unificare le svariate esperienze economiche che da essa potranno sorgere o che ad essa potranno collegarsi.
Fondamentale è l'aspetto giuridico, o dei diritti e doveri, o del patto o contratto sociale. Con la Comunità Nuovo Mondo si incomincia a costruire dal basso un nuovo patto o contratto sociale, che è destinato a sostituire, nel tempo, quello attuale, fondato sull'egoismo e sulla lotta, pieno di contraddizioni e iniquità e in via di disfacimento, nonostante il pullulare di leggi e leggine e disposizioni di ogni genere. Con la Comunità Nuovo Mondo le persone incominciano a prendere in mano direttamente la creazione libera di un patto sociale concordato, invece di subire un patto fra i potenti dell'economia, della finanza, della politica centralizzata e della burocrazia, cosa che non può avvenire con il solo sviluppo delle cooperative di comunità. Esse, da sole, così come tanti altri settori economici virtuosi, finiranno per contribuire a razionalizzare il sistema di potere centralizzato e iniquo, senza riuscire ad intaccarlo, ma continuando a subirlo. Certamente il percorso sarà lungo e difficile, ma se non lo si incomincia non potrà mai realizzarsi.
Anche l'aspetto culturale potrà essere liberato dalla cappa attuale della cultura asservita al potere economico-finanziario, molto più attraverso un progetto comunitario complessivo, che attraverso un solo insieme di cooperative di comunità che non abbia alle spalle un sistema strutturato e cosciente di comunità.
Con le comunità i cittadini possono avviare il percorso che li porterà a prendere in mano tutti gli aspetti della loro vita in modo più cosciente, libero, comunitario e federato.
Un altro aspetto è che una cooperativa di comunità è pur sempre un'impresa economica, che sta sul mercato conflittuale, per cui sarà difficile conciliare i suoi interessi con quelli degli altri operatori economici sugli stessi settori di attività. E' solo in ambito comunitario che gli interessi economici contrapposti possono venire riconciliati. Se una cooperativa, nell’economia convenzionale è contrapposta agli altri soggetti economici che producono ortaggi, pane, servizi turistici e gli altri altri beni e servizi che essa produce, all'interno della Comunità sarà invece uno dei soggetti che, insieme agli altri, cercherà l'armonia del tutto, il bene collettivo, l'interesse di tutti.
Un altro aspetto importante è che la società si svilupperà sempre più in maniera tale che ciò che principalmente verrà “venduto” e sarà gradito non saranno tanto e semplicemente prodotti e servizi, ma prodotti e servizi all'interno di un progetto di nuova gestione della società, di innovazione sociale positiva, perché è questo il vero bisogno più impellente dell'umanità attuale. Per questo non ci bastano le cooperative agricole di comunità e le cooperative di comunità negli altri settori. Esse sono già un grosso salto in avanti, ma, da sole, anche diffondendosi ampiamente nella società, non sono sufficienti per arrivare, con questo salto, al di là del burrone e rischiano di cadere nel vuoto. Il salto va fatto completo: se il vuoto da superare è di 10 metri, non ci si può fermare né ai 5 né ai 9, ma occorre che sia di almeno 10 metri, per non cadere nel vuoto!
Infine la strutturazione della Comunità affronta e risolve anche il problema di nuove forme di proprietà delle terre e delle imprese, di tipo comunitario o sociale, che si aggiungono alla proprietà privata e a quella pubblica.
29. Che rapporto c’è fra il progetto della CNM e la Carta 2 di Arcevia, che tratta ugualmente il tema comunitario (La gestione comunitaria del territorio e del paesaggio)?
La Carta 2 di Arcevia può essere vista come un documento di alto valore politico, che descrive la gestione comunitaria della società in tutti gli ambiti principali dell’attività umana. Il pregio di questa carta è che descrive come vadano realizzati tutti gli aspetti della vita sociale in una società a democrazia diretta e descrive una profonda riforma dello stato in senso democratico, partecipativo, federale, per creare un autentico Stato delle comunità. Presuppone quindi una rivoluzione politica. E questo è anche il suo limite.
Il progetto della CNM supera questo limite e non ha tempi di attesa. Subito i cittadini possono mettersi ad operare per trasformare dal basso la società, vivendo secondo un progetto da loro liberamente formulato e sottoscritto e che riguarda tutti gli aspetti basilari della vita.
30. Che rapporto c’è fra questo percorso e il percorso delle Reti e Distretti di Economia solidale?
Entrambi i percorsi hanno l’obiettivo della trasformazione della società. Sono due percorsi sinergici fra di loro. Il progetto delle RES e dei DES è un progetto di rete fra soggetti che realizzano pratiche virtuose, finalizzato a trasformare i territori in laboratori di nuova economia e società. Anche esso si sta orientando in una direzione comunitaria (“dalle reti alle comunità territoriali”). Il progetto delle CNM offre un modello concreto con il quale promuovere e sperimentare comunità e anche in esso si realizzano pratiche virtuose. Le CNM, eventualmente realizzate in differenti maniere sui vari territori, possono diventare uno dei soggetti più importanti e trainanti che aderiscono al percorso delle RES e DES, in quanto le CNM aderiscono volentieri a percorsi di rete e di sinergia con altri soggetti della società.
31. In quali altri modi si possono promuovere lo spirito e la pratica comunitari?
Tutto ciò che mette insieme le persone su programmi positivi di bene comune e di buone relazioni, va nella direzione di costruire spirito comunitario e buona società. Per esempio, creare un Gruppo di acquisto solidale, creare un’associazione su temi ecologici e di difesa dei beni naturali o su temi di solidarietà e di bene collettivo o di tutela di diritti basilari, creare una cooperativa o una rete di produttori, o di produttori e consumatori insieme, o una cooperativa di comunità, o una esperienza di Agricoltura sostenuta dalla comunità (CSA), o una comunità abitativa o di lavoro, ecc. Si possono immaginare varie altre esperienze che vadano in direzione comunitaria. Tuttavia il limite di tutte queste iniziative è che non sono sistemiche, né inserite in un progetto di cambiamento sistemico; non hanno l’obiettivo di creare un nuovo sistema sociale, mentre la Comunità Nuovo Mondo è strutturata per creare dal basso un’alternativa di sistema, affrontando in modo nuovo tutti gli aspetti di un sistema sociale. C’è un notevole salto di qualità, come quando dall’uovo covato esce il pulcino, o dal bruco la farfalla, o dall’erba il fiore e il frutto o il seme. Per questo motivo sarebbe buono che tutte le esperienze di tipo comunitario, con il tempo, si orientino ad inserirsi nel contenitore sistemico nuovo delle CNM, dove trovano una maggiore valorizzazione.
32. Ha un aspetto di religiosità questo progetto o è laico o interculturale?
L'aspetto della cultura, della religiosità e della spiritualità è del tutto libero. In questo senso il progetto è laico. Il progetto però ha una forte etica di base espressa nel punto 2 della Carta (identità valoriale) e nel punto 3 (scopi). Quindi, se di una “religiosità” si vuol parlare, si tratta di una “religiosità” valoriale e sociale universale o di una “spiritualità etica di base” o “etica delle relazioni”che attribuisce una grande importanza ad ogni individuo umano, alle comunità pacifiche di individui e alla evoluzione positiva dell'umanità. Si può considerare come un neoumanesimo, che non rifiuta a priori nessuna religiosità o spiritualità dei singoli individui, ma propone un nucleo di valori umani universali e di pratiche sociali coerenti con tali valori, che possano diventare comuni a tutti gli individui e popoli, al di là delle differenze di visioni e pratiche religiose o spirituali e di concezioni sul mondo e sulla vita. I punti 2 e 3 della carta e tutta la sua impostazione offrono una direzione alla vita sulla terra, per l’individuo e le comunità, ma non affrontano i cosiddetti “misteri” della vita: che evoluzione hanno avuto la Terra e il Cosmo? Che evoluzione ha avuto e avrà l’Umanità? Ogni individuo continuerà a vivere in anima e spirito dopo la morte del corpo? Nasce per la prima volta sulla terra o si reincarna dopo aver vissuto in passato altre vite in altri corpi? C’è un Dio? Come concepirlo? Ci sono le Gerarchie celesti? Ci sono altri esseri in altre parti del cosmo? Oltre al Cosmo materiale esiste un Cosmo spirituale invisibile ai sensi terreni? E tante altre possono essere le domande sui “misteri” della vita. A queste domande la CNM non vuole dare una sua risposta, ma potranno essere le singole persone concrete della comunità a portare in essa le loro differenti visioni e a scambiarsele liberamente.
33. C’è un orientamento nei riguardi della sfera sessuale?
Anche la sessualità fa parte della sfera individuale ed intima in cui gli individui si orienteranno in base ai loro valori e alle loro tendenze. In generale occorrerebbe favorire una maggiore conoscenza nel campo della sessualità, specie per gli adolescenti, in modo che possano viverla con più consapevolezza e meno paure. In generale l’unione fisica andrebbe accompagnata da una unione anche di anima e ci spirito, di sentimento e di sensibilità. La tematica sessuale non è un terreno su cui la CNM, al momento, ha intenzione di essere attiva, visti i numerosi gruppi che la trattano nelle più diverse maniere.
34. Ha finalità politiche questo progetto?
Esso è politico nel senso più alto del termine. Il progetto delle comunità e della loro federazione cerca di immaginare e incominciare a praticare direttamente un modello nuovo e più evoluto di società. Esso è un progetto sistemico, di vita rinnovata per gli individui, ma anche di riforma sistemica della società. Cerca di mettere insieme in modo coordinato e organico i vari aspetti di un vivere rinnovato (relazionarsi con gli altri e la natura, abitare, produrre i beni e servizi necessari, sviluppare cultura, fare leggi). E’ un progetto politico di trasformazione dal basso della società, creando e vivebndo direttamente un nuovo modello di gestione della società. Questo progetto politico, di trasformazione dal basso, della società, non si contrappone ad un progetto di trasformazione politica perseguito tramite la via elettorale, ma considera le due vie come perfettamente integrabili ed entrambe necessarie e perseguibili, con reciproco vantaggio. I comunitari potranno anche liberamente impegnarsi in gruppi partitici che portino avanti concretamente l'istanza di una società a base autenticamente democratica, partecipativa, comunitaria e federale. Per ora gruppi partitici di questo genere non esistono, ma alcuni partiti si avvicinano di più di altri a questa direzione.
L’ orientamento politico della comunità è quindi di tipo generico e non partitico; esso è contenuto nell’essere stesso della comunità ed è direzionato verso la democrazia diretta partecipativa, il federalismo, la solidarietà sociale e l’ecologia. In politica sosteniamo uno stato federato delle comunità e un’Europa e un’Umanità federate dei popoli. Ciascun comunitario potrà interpretare questo orientamento di fondo come meglio crede, attraverso un suo voto del tutto libero nelle varie tipologie di elezioni pubbliche ed anche attraverso l’adesione attiva ad una qualche forza politica partitica. Per trasformare in meglio l’attuale società e civiltà in modo pacifico sosteniamo che occorrono contemporaneamente due vie, quella dall’alto e quella dal basso. Dall’alto è la via partitica delle elezioni. Un partito nuovo, che abbia un programma di cambiamento sistemico, dovrebbe ottenere la maggioranza e cambiare in modo sostanziale e innovativo le leggi che regolano la nostra convivenza, con il consenso della maggioranza del popolo italiano. La via dal basso è quella in cui comunità piccole e grandi e reti di comunità incominciano a prefigurare la nuova società e civiltà e questo. Le due vie si portano reciproco vantaggio.
35. In che senso si tratta di un “progetto sistemico”, della creazione di un nuovo sistema?
Nel senso che immagina e vuole sperimentare un sistema sociale diverso. Quindi crea, al proprio interno, un sistema nuovo prendendo i vari aspetti di cui è fatta una società e innovandoli, in modo che insieme formino un nuovo sistema sociale. Gli aspetti sistemici principali che costituiscono questo nuovo sistema sociale e che vanno considerati insieme (perché un sistema è un insieme coerente di aspetti che coprono tutti gli aspetti del vivere sociale) sono i 7 seguenti.
1. L’ASPETTO GIURIDICO. Si prevede che tutto il fondamentale aspetto giuridico vada molto più in mano ai cittadini di quanto lo sia oggi. Attraverso la Carta costituzionale (e gli altri strumenti normativi che si danno) le comunità di cittadini, che aderiscono alle Comunità Nuovo Mondo, incominciano a “legiferare” o normare liberamente e direttamente il modo di interagire fra di loro che ritengono il migliore. Essi scrivono, sperimentano e modificano le proprie norme di convivenza. Questa è un’autentica rivoluzione. Le tre parti fondamentali della società sono l’ambito culturale, quello giuridico e quello economico. Oggi il cittadino è un soggetto che ogni giorno può fare cultura, ogni giorno può fare economia, ma non può affatto operare nell’ambito giuridico, del diritto. Viene limitato ad un voto ogni cinque anni ed è poi completamente espropriato dal poter determinare le leggi e norme della società in cui vive e che lo determinano. Eppure è sopratutto l’aspetto giuridico, delle norme, che fa comunità e questo è stato espropriato. Questo significa che dallo Stato e dalla politica odierna è stata espropriata ai cittadini la possibilità di essere comunità, di gestire le proprie norme, il proprio giuridico, l’aspetto della convivenza. Le CNM partono invece da una democrazia diretta (vedi domanda n. 8), che comporta anche il poter definire le proprie regole di vita condivise, sperimentarle e cambiarle liberamente. La stessa creazione di questa nuova tipologia di soggetto, le CNM, è una innovazione sistemica, che introduce un nuovo livello di vita sociale, prima inesistente. Certamente si rimane anche all’interno delle leggi dello stato e resta valida l’esigenza della Carta 2 di Arcevia di modificare queste leggi, nel senso della sussidiarietà dal basso all’alto. Lo sperimentare diretto dell’autogestione giuridica aiuta il cambiamento politico, perché lo mostra possibile nella sua concretezza. Il “contratto” o patto sociale sottoscritto dai cittadini non può essere contestato dallo Stato centralizzato.
2. LA STRUTTURAZIONE TRIARTICOLATA DELLA GESTIONE DELLA SOCIETA’. Questo aspetto è già stato illustrato rispondendo ad una precedente domanda ed è uno dei 7 aspetti fondamentali del cambiamento sistemico, perché la società deve essere gestita tenendo conto di questa articolazione naturale. Su questo punto si rimanda alla risposta data alla domanda “Si può spiegare meglio come mai la ‘reggenza’ della Comunità è stata affidata ai 3 consigli culturale, giuridico ed economico e ad un quarto consiglio di sintesi dei tre e non invece ad un solo consiglio?”
3. LA STRUTTURAZIONE FEDERALE. Non è previsto uno stato a potere centralizzato che delega un poco del proprio potere ai suoi livelli decentrati, ma è previsto una Stato federato delle comunità. Per anticipare e preparare questa rivoluzione politica, le varie CNM si federano fra di loro ed agiscono in sintonia su tutti gli aspetti e si coordinano anche a livello economico.
4. IL MODELLO DELLA PROPRIETA’. Tramite la fondazione, controllata dalla Comunità, si prevede la possibilità di donazioni per alte finalità sociali. Anche attraverso una SAPA (società in accomandita per azioni) o una SAS (società in accomandita semplice), si prevede un tipo di proprietà collettiva a quote individualizzate, sotto il controllo di un organismo del bene comune, che garantisce l’interesse collettivo di tutti i comunitari. In pratica si creano beni collettivi con proprietà individualizzate per quote o azioni, ma gestiti sotto la responsabilità della Comunità. Tutto avviene nella piena libertà. Per approfondire questo aspetto leggere anche una successiva domanda specifica sul modello della proprietà.
5. NUOVO MODELLO ECONOMICO. Esso ha molti aspetti ed elementi:
- le aziende produttive, all’interno, nascono per decisione degli organismi della comunità e non dai singoli; si tratta quindi di una economia controllata e pianificata dalla comunità, in assenza, all’interno, di concorrenza fra aziende simili, oppure in presenza di una con-correnza pianificata; questo è l’aspetto centrale economico
- le risorse finanziarie principali dovrebbero venire dall’interno
- i comunitari sono i primi fruitori dei prodotti e servizi della comunità
- non c’è diritto di paga ma di lavoro; la paga è ricavata dalla suddivisione dei redditi generati e dal “giusto prezzo” deciso insieme agli organismi economici della comunità
- viene praticato un limitato squilibrio nei compensi legati ai ruoli e alle professionalità
- l’orario di lavoro si tende a ridurlo, per far lavorare più persone, oppure vengono aumentati i prodotti e servizi ambientali, culturali, artistici, di assistenza ed altri, e vengono offerte più occasioni di volontariato per il tempo libero
- come tramite le Sapa si generano beni collettivi nell’aspetto della proprietà, così anche con le aziende cooperative di comunità, che gestiscono aspetti produttivi, si creano beni comuni che passano alle successive generazioni di lavoratori comunitari; non c’è il problema della successione sulle aziende
- sono previste ampie possibilità di coinvolgere all’interno del sistema comunitario o in relazione con esso, le varie tipologie di imprese convenzionali (individuali, srl, ecc.)
- sono previsti scambi economici privilegiati con le comunità federate, ma non sono posti limiti commerciali
- è previsto anche il sistema economico interno non commerciale della “condivisione e mutuo aiuto” per le CNM territoriali
6. LE COMUNITA’ SETTORIALI O PROFESSIONALI, verticali, interterritoriali (a partire dai Gruppi tematici). Pur essendo previsto che siano diffuse e organizzate a tutti i livelli territoriali sono sollecitate a coltivare l’interesse generale attraverso il loro rapporto diretto con i territori e con la subordinazione al consiglio economico e al consiglio di comunità dei vari livelli territoriali. Questo tema va approfondito leggendo il capitolo “Comunità settoriali o professionali” della Carta costituzionale.
7. LA CULTURA. Di fondo si promuove il passaggio da una cultura conflittuale ed egocentrica, ad una cultura collaborativa ed ecologica, così come è esposta nella Carta costituzionale. La cultura viene vista come indipendente dallo stato e dall’economia, seppure in rapporto con essi. Oggi la cultura è sottomessa al controllo della finanza, che ha preso in mano molti degli strumenti principali di comunicazione di massa e che influenza pesantemente anche la ricerca scientifica e l’insegnamento universitario. Nelle CNM viene promossa la libertà di pensiero e di insegnamento, la “biodiversità” culturale. Le CNM sono liberamente aperte a tutte le proposte culturali da parte di associazioni e movimenti culturali e spirituali, che possono proporre incontri presso di loro. Le comunità potrebbero anche farsi le loro scuole, nell’ambito degli indirizzi di fondo dello stato, cercandone il riconoscimento come parti del sistema educativo statale. Un futuro “stato delle comunità”, lascerà più autonomia alle comunità nell’ambito della cultura e delle istituzioni culturali e le CNM preparano anche questo aspetto.
36. Creare un nuovo sistema sociale non è come dire di “fare una rivoluzione”!?
In effetti la creazione e l’operare delle CNM è un atto altamente rivoluzionario e pacifico, poiché si dà vita direttamente, senza alcuna intermediazione, proprio a quel nuovo tipo di soggetto che, per come è concepito e strutturato, è in grado di cambiare la società dalle fondamenta.
Altamente rivoluzionario è che questo soggetto nasca con una carta costituzionale che dà vita ad una democrazia diretta, mai esistita in modo così radicale e oggi scomparsa completamente. Dalla storia un’idea del genere è stata sperimentata dall’antico popolo greco, quando diede vita ad una civiltà con un’altissima cultura ed espressione artistica, pur essendo presenti anche aspetti negativi.
Altamente rivoluzionario, cioè innovativo, è che questo soggetto, attraverso le sue norme, crei, al posto di un’economia individuale e conflittuale, una economia di tipo comunitario (imprese promosse dalla comunità per le finalità della comunità), inesistente al giorno d’oggi.
Altamente rivoluzionario è creare forme di proprietà di gruppo, gestite nell’interesse di tutti. Altamente rivoluzionario è gestire questo tipo di comunità di base con una struttura triarticolata, che applica modelli biologici e leggi della vita (qualcuno lo chiama “organicismo”).
Autenticamente rivoluzionario significa innovativo e risolutivo, con processo pacifico e implicante un’evoluzione positiva di coscienza, che si centra sul miglioramento delle relazioni fra tutti gli esseri.
Molti settori produttivi cercano di operare in modo virtuoso all’interno del sistema attuale. Questo è un ottima cosa, però nei prossimi tempi molti non si accontenteranno di questo, ma si chiederanno all’interno di quale sistema sociale vorranno porre la loro azione produttiva virtuosa e certamente un sistema sociale comunitario non conflittuale, come quello delle CNM, è la scelta migliore
37. Perché volere cambiare il sistema che ci ha portato benessere?
Il “benessere” non è stato portato dal sistema, ma dalla scoperta delle varie forme di energia e delle varie forme del suo utilizzo ed è stato portato dallo sviluppo delle conoscenze, delle scienze e delle svariate tecnologie, alcune delle quali molto avanzate.
Al contrario, il sistema sociale, economico e finanziario attuale è invece portatore di enorme malessere e di molte disfunzionalità. Per esempio le enormi differenze di reddito e di potere e la povertà che ha portato in ampie fasce della popolazione è di natura autenticamente criminale, é violenza pura contro l’umanità. Ma quasi tutti i mali attuali sono in collegamento con il sistema sociale in cui viviamo, la sua cultura e i suoi poteri. Così è per esempio anche per il massiccio inquinamento generato, la perdita di biodiversità, i cambiamenti climatici. Anche le guerre, nella società attuale, sono quasi sempre legate al tipo di sistema nel quale viviamo, che non ha superato le conflittualità a cui l’umanità ha sempre dato origine, ma le ha assunte a propria base per le attività economiche.
38. Se dunque si incomincia ad attuare un nuovo sistema sociale, si esce dal sistema attuale? Quale è la relazione fra i due sistemi?
Uscire dal sistema attuale è impossibile perché ci siamo immersi dentro. Ne usiamo la moneta, ne utilizziamo i beni e tanto altro ancora. E del resto non consideriamo che tutto ciò che genera il sistema attuale sia negativo, ma ne vogliamo assumere i numerosi aspetti positivi. Con le CNM iniziamo a costruire le basi per un sistema alternativo e chi vivrà completamente all’interno del sistema delle CNM, quando si sarà sviluppato, si troverà ampiamente in un nuovo sistema di vita e di relazioni, fondato su valori più alti. Questo nuovo piccolo sistema vivrà inevitabilmente all’interno del grande sistema attuale, con la funzione però di trasformarlo gradualmente, dando l’esempio diretto di un modo di vita più bello, più gioioso e più efficace e produttivo di maggiore benvivere. Per quanto riguarda le imprese, creare iniziative economiche all’interno della logica delle CNM, significa sottrarre economia da quella conflittuale, verso quella comunitaria, collaborativa e solidale, quindi sottrarre le imprese dal sistema economico della guerra di tutti contro tutti, per far guidare l’economia dalle esigenze di comunità concrete. La via del miglioramento del sistema è duplice: da una parte si può cercare di migliorare aspetti del sistema attuale, da una altra parte si può tentare di costruire in piccolo un’alternativa sistemica, che faccia da modello per il cambiamento globale. I soci della CNM sono invitati a perseguire entrambe le vie. Mentre la prima via è tentata da tanti, la seconda via è quasi una esclusiva della CNM.
39. Nella Carta costituzionale si parla di “eliminazione della concorrenza”. Come avverrebbe questo?
All'interno delle Comunità Nuovo Mondo si risolve il problema della conflittualità fra le imprese, in quanto sia le nuove imprese promosse dalla comunità, che quelle entrate in rete con le imprese della comunità, non vengono poste in contrapposizione fra di loro e in lotta competitiva per il mercato, con gli stessi prodotti e servizi, ma in collaborazione. Per la spinta migliorativa la Comunità non si avvale del pungolo della concorrenza fra imprese, ma fa conto sugli impulsi etici delle persone e favorisce il cambiamento e la rotazione nella dirigenza delle imprese, per mettere alla loro testa tutti i migliori in ogni settore e far convergere e armonizzare i tesori individuali. La concorrenza con le imprese esterne alle comunità sarà gradualmente superata con l'adesione di sempre più imprese al modello comunitario del bene comune e con sistemi federativi fra le comunità.
40. Mentre noi cerchiamo di costruire e vivere in un modello perfetto di società, come dovremmo comportarci di fronte alle emergenze dell’attuale momento storico (povertà, debito pubblico, disoccupazione, compressione del walfare, svuotamento della democrazia, migrazioni incontrollabili, innalzamento della temperatura del pianeta, cambiamenti climatici, inquinamento generalizzato, perdita della biodiversità, ecc.)?
Un modello sociale perfetto non esiste, ma ogni modello è sempre dentro un processo evolutivo e anzi, per essere veramente valido, deve poter essere concepito come autopoietico, cioè capace di modificarsi e migliorarsi dall’interno. Come è scritto al punto 6 degli scopi sulla carta costituzionale, uno degli obiettivi della CNM è proprio di poter dare un contributo rispetto ai grandi mali dell’umanità attuale. In generale si può dire che non c’è alcun punto negativo della società attuale al quale la nuova strutturazione della società che proponiamo non possa dare un contributo positivo, e addirittura risolutivo, quando questa nuova società si sia affermata, in virtù dell’adesione ad essa di tante persone. Lavorare ad un nuovo modello di società, non significa affatto estraniarsi, né da un processo di rivoluzione politica, che porti a cambiare le leggi attuali in modo risolutivo di alcuni problemi, né dal cercare di dare il proprio contributo rispetto alle emergenze storiche. Tanto per fare un esempio, la povertà è un fattore culturale e di sistema. Il cambio di cultura e di sistema che proponiamo risolve alla radice il problema della povertà.
41. Uno dei problemi principali dell’umanità di oggi è quello ecologico, nel senso che stiamo distruggendo il pianeta in cui viviamo. Si può precisare meglio cosa farebbe la Comunità per questo?
Le CNM rappresentano un progetto complessivo, sistemico, di cui uno degli obiettivi è proprio quello del risanamento ecologico (vedi Carta costituzionale), non solo attraverso un cambiamento nella cultura e sensibilità di base, ma anche portando l’ecologia alla radice dell’essere e dell’operare della comunità, in quanto esse tendono a realizzare il massimo livello di autonomia economica dei territori locali e la “federazione” economica con i territori più vicini, per i beni non prodotti direttamente e questo porta ad una drastica riduzione dell’inquinamento da trasporti. Inoltre le CNM promuovono la sobrietà nel consumo di beni fisici non rinnovabili, mentre tendono ad aumentare la produzione e fruizione di beni relazionali (arte, cultura, ecc.), che richiedono livelli molto più bassi di inquinamento.
42. Si può immaginare che in questo progetto comunitario l'individualità venga soffocata, come era in società patriarcali o tribali?
Al contrario, attraverso questo progetto, come è scritto anche nelle sue finalità, lo sviluppo individuale vuole essere coscientemente favorito al massimo, analogamente a come si si vuole favorire la conservazione e lo sviluppo della biodiversità naturale. La “biodiversità umana” è vista come un valore assoluto e ogni individualità come un tesoro da preservare e da far sviluppare nella sua specificità, e nel suo valore per l'insieme. La Comunità quindi non vuole appiattire le individualità, ma vuole rappresentare un ambito elevato dal quale le individualità possano spiccare il volo verso l’alto con le loro specificità da realizzare e donare alla comunità, molto meglio di quanto può avvenire in una società individualista e conflittuale. Questo non toglie che gli aspetti egoici, quelli che spingono a coltivare il proprio interesse contro il bene altrui, vadano temperati, aiutati ad evolvere verso l'interesse al bene comune. La Comunità, sotto il controllo dei suoi componenti, non solo non lede l'individualità ma è lo strumento affinché l'individuo riprenda il potere che gli è stato usurpato da uno stato centralizzato autoritario e troppo vessatorio in tassazioni e regolamentazioni, sul quale non ha alcun controllo, e da una finanza internazionale che ha preso potere anche sullo stesso Stato. L'individuo-cittadino ritrova il proprio potere nel mettersi in armonia e collaborazione con altri cittadini, all'interno di comunità. Da non dimenticare che in ogni società ci sono soggetti più fragili, che in un progetto comunitario possono maggiormente essere tutelati e valorizzati, mentre la cultura competitiva e l'organizzazione attuale della società tende ad emarginare e porre in sofferenza i più deboli. E’ vero che l’individualità deve ancora crescere e rivelare tutte le sue potenzialità, senza troppi lacci e limiti, ma è ancor più vero che deve crescere anche lo spirito comunitario, attraverso il quale soltanto l’Umanità si sviluppa nel suo complesso e l’individuo può trovare il suo senso più compiuto, la sua culla, una patria, un ambiente in cui poter accogliere e liberare tutto il meglio che ha dentro, che è fatto di ciò che accoglie degli altri e che lo costituisce (visione olistica della vita).
43. A parte le buone intenzioni, quali possono essere i metodi per proteggere e favorire le individualità nella comunità?
Un modo basilare consiste nel lasciare la massima libertà agli individui nelle decisioni sulla loro formazione e sul loro lavoro. Un altro modo è, per esempio, di stabilire, all’interno della comunità e nelle sue aziende, una mezza giornata lavorativa obbligatoria e l’altra mezza giornata libera, a disposizione per la formazione, lo studio, il libero volontariato, l’arte, le relazioni, il rapporto con la natura, la libera crescita individuale. La formazione è favorita dalla piena condivisione delle conoscenze e delle tecniche all’interno della comunità.
44. La Comunità è contro il concetto di Stato?
No, la Comunità semplicemente vuole uno Stato diverso, espressione delle comunità locali e sotto il loro controllo, vuole uno Stato delle Comunità. Vuole uno Stato costruito dal basso verso l'alto e sotto il controllo dei cittadini e non dall'alto verso il basso, da un potere burocratico, politico e finanziario disgiunto dalla vita sociale. Costruire comunità significa incominciare a costruire dal basso uno Stato diverso. Occorrerà uno sviluppo della costituzione in direzione più democratica e autenticamente partecipativa, con una strutturazione dal basso verso l'alto, in senso olivettiano (Adriano Olivetti perseguiva l'idea di uno stato basato sulle comunità locali, di livello territoriale sovra-comunale e sotto-provinciale, e con struttura federativa). Le comunità di tipo “Nuovo mondo” sono solo un patto privato fra privati e sono quindi molto diverse sia dagli attuali comuni, che sono una istituzione decentrata dello Stato italiano, sia dalle Comunità-istituzioni in senso olivettiano e tuttavia lo sviluppo di comunità tipo Nuovo Mondo potrà aprire la strada ad una strutturazione comunitaria e federale dello Stato e delle altre istituzioni, a partire dai cittadini. L’affermarsi e il crescere delle CNM forniranno una forte base culturale e strutturale per la creazione, a livello politico generale, dello Stato federato delle Comunità. La regia di molti aspetti di vita va pasta in comunità vicine ai cittadini, in cui essi possano intervenire direttamente. Altri aspetti vanno posti sotto la direzione di organismi comunitari di livello territoriale superiore, ma sotto il controllo di quelli di livello basale o con il controllo reciproco dal basso verso lalto e dall’alto verso il basso.. Funzioni economiche basali (produzione cibo, energia, abbigliamento, case, pianificazione del territorio, salute, istruzione, commercio, ecc.) vanno poste, non nel libero gioco di concorrenza fra gli individui, ma sotto il controllo delle comunità basali. Le comunità nuovo mondo portano l’anello mancante nella catena individuo-comunità-stato. La concezione comunitaria delle CNM non si oppone né all’individualismo, né allo statalismo e all’universalità, ma li completa nell’anello mancante fra individuo e stato, li integra in una concezione unitaria più efficace che tempera sia gli eccessi dello statalismo che quelli dell’individualismo. Le CNM si basano sia sulla valorizzazione degli individui, che su quella dei popoli, degli stati, delle Unioni, fino all’Umanità vista come unità, seppure articolata e biodiversa. Le CNM possono servire sia agli individui come spazio nuovo in cui crescere, imparare, esprimersi, sia agli stati per vivere e articolarsi nella concretezza ed esserne espressione.
45. La Comunità Nuovo Mondo e la federazione delle comunità intendono promuovere un'economia solo cooperativistica?
No, insieme alle cooperative di comunità continua a convivere l'economia condotta dalle attuali forme di imprese, individuali e societarie.
46. Il progetto comunitario vuole abolire la proprietà privata?
No, la proprietà privata rimane come ora, insieme alla proprietà pubblica (in calo), ma si cercherà di far crescere la terza forma di proprietà, quella comunitaria o collettiva, che al momento è fortemente minoritaria. Si tratta sempre di una proprietà privata, ma di gruppo, come in fondo è anche quella delle società. La differenza è che una spa ha l'obiettivo del profitto, al di la del bene collettivo, mentre le imprese di comunità e le forme proprietarie comunitarie hanno per obiettivo il bene collettivo delle comunità, dell'ambiente e della natura, anche rispetto alle generazioni future.
Inoltre la proprietà comune può essere strutturata in varie forme. Per esempio può essere prevista la porta aperta, secondo diritti territoriali o altri diritti, oppure l'inalienabilità, per conservarla a disposizione delle generazioni successive di comunitari, o altre disposizioni per gestire nel miglior modo varie tipologie di proprietà comunitaria. Va tenuto anche presente che nell’attuale sistema di proprietà il controllo e la gestione del territorio sta andando allo sbando. Le aree interne tendono ad essere abbandonate, i contadini stanno scomparendo, le proprietà sono sempre più parcellizzate e tendono a deresponsabilizzarsi per i loro beni. Un nuovo modello di proprietà di gruppo potrebbe risolvere i problemi.
47. Si può spiegare meglio questo nuovo modello di proprietà, che si affiancherebbe a quello attuale?
Per esempio le società in accomandita per azioni (o le società in accomandita semplici), permettono di collettivizzare liberamente i propri beni trasformando le proprie proprietà in azioni. Si diventa soci accomandanti e si mantiene la propria parte di proprietà attraverso le azioni. I soci accomandatari sono invece gli amministratori, quelli che gestiscono i beni, ne curano il mantenimento e incremento di valore e li assegnano in gestione alle giuste imprese e nelle giuste modalità. Affinché l’amministrazione degli accomandatari sia coerente con l’interesse collettivo e lo possa garantire, il principale socio accomandatario sarà la Comunità Nuovo Mondo stessa, attraverso il proprio Consiglio di Comunità. Sono inoltre previste le Fondazioni, per raccogliere le donazioni e orientarle ad un uso di bene comune. Le CNM stesse possono essere soggetti che gestiscono proprietà collettive, per l’interesse comune.
48. La Comunità mi separa dagli altri che non sono nella Comunità?
E' in una società individualistica, conflittuale e non solidale che ognuno è di fatto separato da tutti gli altri. La Comunità cerca di creare ponti di solidarietà e di comprensione fra gli individui e questi ponti possono essere gettati anche verso tutte le persone che non sono nella Comunità. Essa è aperta a tutti, purché si voglia aderire ai suoi valori e finalità. Essa non è orientata a creare steccati fra le persone, ma al contrario a creare un ambito al cui interno gli steccati scompaiono, favorendo la loro scomparsa anche verso l'esterno della Comunità, per raggiungere un'unica umanità diversificata, multiculturale, multirazziale, espansa sui vari territori, nel rispetto reciproco, nella libertà e nella solidarietà. Il rapporto che potrebbe e dovrebbe stabilirsi fra Comunità e Società, è che la Comunità e la federazione delle Comunità siano il lievito di trasformazione che fa fermentare e maturare tutta la massa della Società per diventare insieme buon pane, buona società rinnovata. Prima di poter fare il pane occorre creare a parte un lievito forte. Le Comunità Nuovo Mondo vogliono diventare questo lievito che si offre per fare il buon pane, mischiandosi e diffondendosi dentro la massa. Ciascun comunitario è del tutto libero nelle sue relazioni interpersonali e nel conservare o ampliare le sue amicizie. Le CNM offrono una notevole possibilità in più per arricchire il campo delle relazioni e per farlo in una direzione di autenticità. Esse sono “sistemi aperti”, in entrambe le direzioni del dare e del ricevere. Sono aperte in particolare alle altre CNM e alle comunità settoriali da loro costituite, ma sono aperte anche a tutta la società, nei limiti delle regole che esse si danno, con le quali vogliono favorire anche l’ecologia e limitare un eccesso di movimenti.
49. Come si relaziona una comunità identitaria, ideale, elettiva, come è Nuovo Mondo, con le concrete comunità territoriali in cui essa si trova ad operare?
Il territorio di per sé non fa comunità, anche se può favorirla. Al giorno d’oggi le “comunità territoriali” forse sarebbe meglio chiamarle non-comunità, perché lo spirito comunitario vi è quasi scomparso! Ciò che fa comunità vera sono gli ideali comuni, le regole scelte e condivise di convivenza e di regolazione della vita sociale, l’economia solidarizzata e la solidarietà sociale verso i soggetti che vengono a trovarsi in situazioni di debolezza, la condivisione delle conoscenze e dei beni comuni. Tutto questo dovrebbe trasferirsi sui territori perché buona parte della vita degli individui si svolge su un determinato territorio di abitazione e lavoro. E’ chiaro che le comunità territoriali sono più estese, perché in esse sono compresi per definizione, tutti i cittadini di un territorio. La CNM cerca di avere buoni rapporti con tutti e porta liberamente i propri temi, senza fare alcuna opera di proselitismo. Quello che è stato detto per la società in generale -di cercare di essere lievito- vale anche per le comunità territoriali in cui operano le varie CNM. Per primo cercheranno di far crescere lo spirito e la pratica comunitari, che sono scesi a bassi livelli, ma ai quali le nuove generazioni sembrano più aperte. Reciprocamente le CNM avranno molto da imparare dai cittadini del territorio in cui operano e cercheranno il buon rapporto con tutti.
50. La comunità agisce solo a livello locale ed è chiusa al vasto mondo?
A parte le prime comunità che potranno essere senza troppe limitazioni territoriali, in generale ogni comunità si orienta ad agire principalmente in un determinato territorio limitato, che faciliti l’interazione diretta fra le persone. Tuttavia è previsto uno scambio e una federazione con tutte le altre esperienze, che nasceranno nei vari luoghi. Dal punto di vista culturale e professionale poi non ci sono limiti e la comunità potrà essere aperta alle conoscenze e allo scambio fino al livello mondiale. L’alta professionalità e le tecnologie avanzate ed ecologiche, giungono alle comunità e ai territori attraverso le “Comunità settoriali” o professionali. “Comunità” non vuol dire chiusura e sottosviluppo culturale. Se giustamente organizzate e coordinate le comunità possono essere invece la base per un incremento delle professionalità e un ampliamento della cultura. Le comunità settoriali-professionali possono sostituire le gigantesche Corporation legate al capitale finanziario. Le spaventose macchine da profitto che calpestano la dignità del lavoro e l’ambiente verrebbero sostituite da coscienti strutture al servizio delle comunità e da esse alimentate. Dal punto di vista economico la comunità cercherà di produrre sul territorio tutto quello che è possibile, ma si metterà anche in rete con tutti gli altri territori per gli scambi economici che siano necessari. Al giorno d’oggi nessun territorio è autonomo, ma ha bisogno di conoscenze, materie prime e beni che provengono da altre zone. Anche la libera, seppur controllata, circolazione delle persone, sarà favorita. Questo tipo di scambio economico e culturale dovrà tenere in conto i danni ecologici che comportano i mezzi di trasporto usati. In sintesi, le CNM sono aperte in tutte le direzioni al vasto mondo, con i limiti dell’attenzione e del rispetto del principio ecologico. In generale, locale e globale dovrebbero potersi sviluppare in sintonia fra di loro e sotto il reciproco controllo.
51. Questo tipo di comunità è adatto solo alle situazioni periferiche e non alle grandi città?
Questo tipo di comunità è adatto a tutti coloro che vogliono mettere in comune, o in correlazione più intensa, aspetti importanti di vita e che vedono l’Umanità come un tutto organico. Le grandi città rappresentano uno degli squilibri della civiltà attuale. Le città andrebbero decongestionate e andrebbe stabilito un opportuno ed equilibrato numero massimo di abitanti per metro quadro, che non faccia eccedere né nella concentrazione abitativa né nello sperpero di territorio a fini abitativi. Le comunità umane dovrebbero favorire il decentramento delle attività produttive, distribuendole in un ampio territorio, vicino ai paesi e ai borghi delle campagne, al di fuori delle città. Questo è possibile solo quando la produzione non sia progettata e organizzata in mega impianti, ma in impianti più piccoli e più numerosi e quindi più distribuibili sui territori, con l'orientamento di fondo che debbano circolare le conoscenze produttive piuttosto che le merci. Alle città andrebbe assegnato un ruolo più culturale e amministrativo che produttivo. Andrebbe attuata una politica del lavoro, delle abitazioni e della gestione dei paesi e città, che favorisca l'avvicinamento del luogo di abitazione con quello del lavoro. Il territorio andrebbe organizzato a zone, con macchie naturali, zone agricole a colture annuali, macchie a colture arbore di vario tipo, zone produttive armonicamente inserite nella natura, zone abitative immerse nella natura, con alberi e parchi, zone più intensamente abitate per lo sviluppo istituzionale, culturale, progettuale, artistico, architettonico. I fenomeni moderni di accentramento abitativo e produttivo, sono di assoluta irrazionalità, e si verificano soltanto perché pilotati da meccanismi economici lasciati a se stessi. Chi acquisisce conoscenze e tecnologie, non le comunica agli altri territori, ma le preserva e mantiene e si rafforza in esse e concentra spazialmente la produzione e l'afflusso di persone. Dove ci sono tante persone diventa poi più economico creare attività molteplici, piccole e grandi, che in posti poco abitati non avrebbero possibilità di successo. Inoltre, alle attività produttive di città vengono affiancati anche gli apparati culturali e istituzionali. Si crea così la spirale che concentra milioni di persone in piccoli territori, con livelli di inquinamento a volte insopportabili e spesso con la quasi totale assenza o la scarsa presenza di rapporti con l'ambiente naturale. Dovrebbe essere favorita una maggiore distribuzione della popolazione sui territori. Tutti i territori andrebbero vivificati e curati con una presenza umana equilibrata e non invadente. Le conoscenze andrebbero trasmesse fra tutti i territori e le popolazioni. Il modello abitativo accentrato delle mega-città favorisce la creazione di mega-imprese e di mega-impianti industriali, per soddisfare le mega-esigenze di consumo accentrato. Anche il modello agricolo industrializzato e globalizzato, che non tiene più conto delle esigenze della natura e dell'ambiente, è strettamente correlato al modello insediativo troppo accentrato. Ad un modello abitativo più espanso si potrebbe far corrispondere una agricoltura altrettanto più diffusa, più a conduzione contadina, che dia maggiore cura al terreno, all'ambiente e al paesaggio, anche per la collettività (attinto dalla Carta 2 di Arcevia). Le CNM vogliono muoversi fra località e globalità. Oggi il mondo tende ad un disequilibrio verso la globalità, e tende a cancellare il valore del “vicino”, prossimo, concreto. Le persone vanno tutte verso le città e i luoghi fisici nella natura sono abbandonati. Le CMM vogliono realizzare una via che riporta ai luoghi, una via che dà potere ai luoghi e ai suoi abitanti. Il globale si conquista e si realizza con i vari settori produttivi e della conoscenza, che devono essere presenti in tutti i luoghi, pur coordinati fino al livello globale, e che devono trasmettere le conoscenze acquisite in un qualunque punto della struttura, verso tutti i luoghi e le comunità locali. Ogni settore feconda i territori e feconda tutti gli altri settori tramite i territori e i territori fecondano i settori. Tutto questo premesso, certamente la Comunità Nuovo Mondo avrà aderenti ed attività anche nelle città grandi e piccole, dove cercherà di portare i propri impulsi di rinnovamento. La visione insediativa della CNM non è centrata solo sugli ecovillaggi, ma su una compresenza dei paesi e delle città, anche se queste rese più piccole, più ecologiche, più armoniche e più vivibili.
52. Come si gestiscono i conflitti e i diversi punti di vista nella comunità?
Nella Comunità si è chiamati a coltivare il bene comune. Atteggiamenti egoistici, che guardano solo al proprio interesse, senza avere a cuore il bene collettivo, verranno facilmente a galla e l'individuo si troverà nella situazione di dover cambiare o di sentirsi spinto ad uscire dalla comunità, per coltivare da solo il proprio interesse personale, nella più ampia Società. Nel cercare di vivere nell’ottica del bene comune, l’individuo si trova stimolato ad evolvere secondo i valori del bene comune o ad abbandonare il progetto. La Comunità è strutturata in modo da dare ampio spazio all'approfondimento dei problemi e alla loro soluzione pacifica, tramite integrazione dei vari punti di vista. La struttura è anche pienamente responsabilizzante e cerca di dare a tutti la possibilità di potersi esprimere sia in ambito lavorativo e professionale, sia nei tre ambiti generali della comunità: l'ambito culturale, quello normativo della vita interna e quello economico e delle imprese produttive. Questo dà la possibilità di prevenire molti conflitti. Nella Comunità gli individui sono sollecitati dalla stessa vita comunitaria a non irrigidirsi in schemi fissi di pensiero e in comportamenti scorretti, i quali, se non corretti, potranno anche portare all'espulsione dalla Comunità. Nella comunità si è anche sollecitati a pensare positivo, a coltivare la fiducia in se stessi, negli altri e nella vita e a sentire in modo empatico nei confronti degli altri. Su questa base la maggior parte dei conflitti sono prevenuti. Quelli che sorgono ugualmente, a causa delle rigidità dovute ad aspetti egoici negativi, dovranno essere trattati con i mezzi di pacificazione che la Comunità saprà darsi, orientati a favorire la trasformazione positiva delle persone. In casi estremi si potrà ricorrere all'espulsione. Molte incomprensioni spesso si hanno anche perché si proviene da culture, esperienze e linguaggi differenziati, che potranno essere gradualmente integrati e armonizzati, con il frequentarsi e il collaborare insieme allo stesso progetto. Responsabile per l’armonia nella comunità è il Consiglio giuridico, ma lo saranno ugualmente tutti i comunitari. Per poter realizzare pienamente il punto 3 delle finalità della Carta costituzionale (miglioramento delle relazioni), potrà essere auspicabile che le Comunità Nuovo Mondo si dotino di un “scuola evolutiva” o “scuola delle relazioni”, come ha fatto la CNM madre, per favorire una maggiore consapevolezza di se stessi e della qualità del rapporto con gli altri. Questa scuola potrà essere condotta tramite persone che verranno ritenute più esperte e più progredite nella consapevolezza di se stessi, nella qualità dei valori vissuti, nella capacità di relazionarsi e di favorire la soluzione dei conflitti, trasformandoli in opportunità di crescita. Scuola delle relazioni, con se stessi, con gli altri, con la comunità, con l’universo.
53. Sono pronte le persone per partecipare a questo tipo di struttura?
La massa più grande della gente non sembra ancora pronta a questo tipo di struttura, anche se la crisi sta accelerando la consapevolezza che i problemi si possono risolvere solo con un nuovo tipo di società a base comunitaria. Una prima difficoltà si incontra nel comprendere culturalmente e immaginativamente questo tipo di progetto, che fa entrare all’interno dell’immaginario di una società diversa. Inoltre, per riuscire a parteciparvi con soddisfazione e gioia occorre che l'individuo abbia già fatto un lavoro su di sé, di avvicinamento alla sensibilità comunitaria e ai suoi valori, o vi sia stato educato o vi sia predisposto. In realtà tutte le persone di buona volontà possono aderire e trovarsi bene in questo tipo di comunità. I giovani sembrano più predisposti ad entrare in questa nuova logica, che li garantisce maggiormente, anche perché molti di loro (ma non certo la maggioranza), si stanno staccando dal modello dominate e dai suoi valori. La società nel suo complesso è dentro una dinamica di cambiamenti rapidi e anche le anime individuali sono in evoluzione, toccate dal rapido fluire di eventi di ogni genere, esteriori ed interiori. Molti semi di cambiamento, messi in questo tempo, potranno maturare più pienamente e universalmente in periodi successivi. Senza semina non potrà esserci raccolto. Il tempo della semina è più che maturo. Il cambiamento esteriore e quello interiore sono due processi e percorsi che dovrebbero andare insieme. Non è coerente un percorso di miglioramento interiore, fondato sull’adesione a valori positivi, che non sia accompagnato dalla ricerca di una vita sociale coerente con tali valori. Nello stesso tempo è una illusione pensare ad una società evoluta e comunitaria se gli individui rimangono centrati sui propri interessi personali, a discapito del bene altrui. Un ostacolo al fluire dell’aspetto comunitario è anche la difficoltà che hanno uomini e donne nel loro rapporto reciproco.
La competizione degli uomini per le donne e delle donne per gli uomini e le difficoltà che ci sono all’interno della coppia e della famiglia tradizionale sono un ostacolo al diffondersi della società comunitaria. Ma la sofferenza e il movimento che ci sono attualmente su questi aspetti contribuiranno a far raggiungere una evoluzione positiva anche su di essi. La scuola evolutiva o scuola delle relazioni, di cui alla risposta della domanda precedente, potrebbe essere utilissima per favorire la maturazione delle persone verso le pratiche e i valori comunitari.
54. Visto che la teoria di Darwin ci dice che la specie si seleziona e si migliora con il conflitto e la vittoria del più forte, non è una illusione antiscientifica pensare ad una società basata sulla collaborazione e sulla coltivazione del bene comune?
Darwin ha esteso al mondo umano alcune dinamiche che ha visto in alcune specie animali. Fra l’altro altre specie animali hanno dinamiche del tutto diverse: si pensi, per esempio, alle api o alle formiche. In realtà la vita umana nasce, si mantiene e si sviluppa positivamente molto meglio attraverso la collaborazione che non attraverso la lotta distruttiva, come si può facilmente constatare ogni giorno con il semplice buon senso e come molti studi in proposito dimostrano. Per esempio le grandi opere d’arte del Rinascimento italiano si sono potute realizzare grazie alla nascita, nei Comuni, delle “Arti e Mestieri” e del sistema delle botteghe pittoriche in cui le arti venivano trasmesse dai maestri agli allievi, attraverso l’esperienza diretta. Certo non tutto in queste organizzazioni fu limpido ed altruistico. Un altro esempio lo fornisce il premio Nobel per l’economia Elinor Ostrom (libro: Governare i beni collettivi), la quale ha dimostrato che la gestione economica ed ecologica di beni comuni viene realizzata meglio attraverso sistemi di collaborazione di gruppo e relative strutture e norme interne.
Una teoria culturale moderna, che supera quella darwinistica, è quella olistica che, in sintesi, afferma che “tutto è nel tutto”. Cioè, nella sua essenza, ogni essere è costituito dall’essenza degli altri esseri e tutto è collegato con tutto. Così il male ad un altro essere invece di tornare a vantaggio di chi lo compie si tradurrebbe in una specie di automutilazione sottile, che avviene sul piano spirituale e poi si trasferisce su quello fisico. E’ un’illusione pensare che la realtà si esaurisca in ciò che sperimentiamo attraverso i sensi fisici. Chi considera ogni individuo eterno e non soggetto a vera morte, non può neanche prendere in considerazione la teoria darwiniana applicata all’uomo, perché ogni uomo evolverebbe in se stesso, nella sua anima e nel suo spirito, attraverso le vicende terrene e quella evoluzione rimarrebbe nel suo essere al di là della morte fisica, indipendentemente da cosa si pensi che possa succedere dopo. L’individuo che più si sviluppa, e fa sviluppare l’umanità, è quello che più dona, che più mette in movimento i suoi talenti e li fa fruttare, non il più scaltro, il più forte, il più prepotente, che porta qualità negative per l’evoluzione dell’umanità intera. La visione comunitaria non è basata sulla vecchia, incompleta ed antiscientifica (quando applicata all’uomo) teoria darwiniana, ma sulla nuova visione scientifica olistica della vita e sulla visione della fisica quantistica.
55. Quale tipo di individuo è più adatta a stare nella Comunità nuovo mondo?
Le persone più adatte a stare bene nella CNM sono quelle che cercano il proprio bene e la propria gioia insieme al bene e alla gioia degli altri e a quelli di tutta l’umanità. Non sono adatti coloro che cercano i propri interessi a danno degli altri.
56. Questo progetto non ci parla troppo del futuro e troppo poco del presente?
Trattandosi di un progetto che prefigura una nuova società, questa progetto parla del futuro. Ne parla però a partire dai problemi del presente, per risolverli in modo ottimale. Molte persone cercano oggi un modello alternativo di vita sociale. Questo progetto affronta questo problema dell’oggi, dando risposta ad esso. E’ rimasto proiettato verso il futuro solo finché la comunità non è stata creata. Appena la CNM è stata fondata, essa ha incominciato ad entrare nelle dinamiche del presente, cercando di farlo in modo nuovo, e sta incominciando a dare vita ad esperienze pratiche che operano nel presente.
57. In che contesto nasce e intende diffondersi questo progetto?
Esso nasce nell’humus del movimento dell’economia solidale e dai movimenti associativi ecologici. Esso cerca di diffondersi e arricchirsi con la collaborazione di reti e gruppi di sensibilità simili. Ogni rete e gruppo potrà promuovere il progetto originario delle CNM, ma potrà anche personalizzarlo e promuoverlo con delle varianti adatte alla sua sensibilità, entrando nel sistema di federazione con le esperienze già avviate. Più ampie diffusioni dipenderanno da quanto le prime esperienze sapranno realizzare e mostrare concretamente.
58. Da che tipo di cultura è nato il progetto?
Come si diceva nasce dalla cultura delle reti di economia solidale e dalla cultura di tutti i settori che fanno parte di queste reti, per esempio il movimento dell’agricoltura biologica, in tutte le sue coniugazioni, ma anche tutti gli altri (commercio equo, finanza etica, software libero, ecovillaggi solidali, produzioni ecologiche, ecc.). Inoltre accoglie la sensibilità comunitaria presente in altri progetti e culture del passato e del presente, come il movimento comunitario olivettiano, esistito fino agli anni 60 (di Adriano Olivetti) e la sensibilità comunitaria presente in molti tipi di “spiritualità” e di “socialità” (alcune correnti del cristianesimo e di altre religioni occidentali e orientali, alcune correnti del pensiero sociale, ecc.).
59. Quale è il rapporto della CNM con la tecnologia?
Le tecnologie giuste sono quelle che aiutano l’uomo e non sono nocive per l’ambiente, che provengono dall’amore per le persone e per l’umanità e non da desideri di potere e dominio. Per l’assunzione di tecnologie dovrà essere valutato attentamente l’impatto a lungo termine sull’ambiente e sulla salute. La natura può essere sempre una fonte di ispirazione per trovare le giuste tecnologie e per soddisfare alcune categorie di bisogni con un limitato uso di tecnologie. Da considerare anche che molte tecnologie sono basate sull’uso di combustibili fossili, che vanno esaurendosi, per cui vanno individuate alternative che utilizzano le energie rinnovabili.
60. Che cosa comporta partecipare alla Comunità Nuovo Mondo?
L'aspetto essenziale è il condividere di cuore le finalità del progetto e il volere che esso possa crescere e realizzarsi pienamente, dando un contributo personale. Si può chiedere di partecipare ad uno dei 3 consigli previsti e per loro tramite, se si è eletti, partecipare al centro del percorso evolutivo della Comunità, ma si può partecipare in tanti altri modi, per esempio nei numerosi gruppi tematici previsti o ai convivi o ad altre forme partecipative, appena saranno attivate. Ideale sarebbe che, almeno per gruppi di persone vicine, si arrivasse ad un incontro settimanale: ampie possibilità di partecipazione saranno costruite anche attraverso il web e altri strumenti comunicativi innovativi. Inutile iscriversi se non si ha intenzione di partecipare in modo attivo in almeno una delle varie forme previste. E’ possibile partecipare anche come fruitori dei prodotti e servizi delle imprese del sistema comunitario, quando saranno attivate.
61. Quando una Comunità Nuovo mondo raggiunge, per esempio, i 500 comunitari aderenti, dove potrà fare i suoi incontri in plenaria, per esempio gli incontri conviviali?
Per la logistica ci potranno essere tante soluzioni. Una di queste, per esempio, è di disporre di un’attività di tipo ristorante aperto al pubblico, con annesso uno spazio ampio, in cui sia anche possibile riunirsi e organizzare pasti di comunità, in un giorno riservato alla comunità.
62. Quali sono le prime attività che si possono prevedere dopo la fondazione?
Incontri interni di approfondimento e progettazione. Vita sociale. Divulgazione e ricerca di nuove adesioni. Collegamento con gruppi ed esperienze esistenti, per eventuale coinvolgimento. Radicamento sui territori con la formazione di gruppi territoriali. Messa a disposizione di risorse per finanziare i progetti approvati. Partecipazione alle cooperative di comunità esistenti o fondazione di nuove. Creazione di una Fondazione per promuovere la donazione di terreni e altri beni per realizzare le finalità della comunità. Ricerca di luoghi idonei alle attività in progettazione. Avvio della “Scuola evolutiva”. Certamente uno dei compiti più importanti sarà di arrivare alla costituzione di imprese che siano promosse, finanziate e controllate dalle strutture della comunità. Queste imprese rappresentano un nuovo modo -comunitario appunto- di assumere in responsabilità diretta vari aspetti della vita: la produzione di beni e servizi utili ai comunitari e alla società, la creazione di lavoro, il finanziamento delle imprese, la fruizione dei prodotti e servizi di queste imprese, l’ecologia dei processi produttivi. Far entrare imprese esistenti all’interno del sistema comunitario. Far partire una prima comunità tematica.
Una prima fattoria, orientata a diventare un ecovillaggio comunitario, servirà soprattutto come centro formativo alla nuova società e cultura, come concentrazione di persone che lavorano insieme, per uno stesso fine, in modo efficace. Avvio del sistema economico interno non commerciale della “condivisione e mutuo aiuto”
63. Perché è stata fatta la costituzione della Comunità Nuovo Mondo, il 24 settembre 2017, non molto tempo dopo che il progetto era stato presentato pubblicamente? Non sarebbe stato meglio prevedere un percorso preparatorio e partecipativo più lungo?
La costituzione è servita a dare un primo avvio al progetto e a metterlo subito di fronte a possibili attività da fare e ad essere pronto più in fretta di fronte a possibili offerte di beni per far partire le prime attività. In ogni decisione ci sono dei “pro” e dei “contro”. La situazione generale è abbastanza grave, per cui può essere bene mettersi a lavorare in fretta alle alternative. Del resto questo non pone nessun ostacolo al continuare il processo di coinvolgimento e partecipazione di nuovi soggetti, né pone ostacoli alla modifica e al perfezionamento condiviso dei documenti di base. L’avvio della comunità in realtà non sembra aver presentato aspetti negativi e i primi incontri sono andati meglio di quanto era stato previsto. Il percorso sarà in ogni caso lungo e interessante, e non c’erano ragioni per frenarne l’avvio. Il progetto è comunque a disposizione di tutti e di quanti vogliono partire in modo personalizzato da altri territori. Invece di fare lunghi ed estenuanti processi per arrivare ad una puntuale condivisione preliminare con molti soggetti di vario genere, si è preferito offrire a tutti una base chiara su cui confrontarsi, un progetto specifico e già ben strutturato, che può sempre essere perfezionato da chi vuol divenirne protagonista e che altri gruppi e reti possono sentire di voler fare proprio, eventualmente con delle modifiche a loro congeniali, instaurando un rapporto di rete o di federazione con le altre esperienze ispirate dalla stessa fonte.
64. CONTATTI. Per chiarimenti e contatti scrivere a comunitanuovomondo@gmail.com