L'economia comunitarizzata

economia comunitaria

Va premesso che per creare la società a base comunitaria, come è scopo delle Comunità Nuovo Mondo (CNM), occorre comunitarizzare non solo l'economia, ma anche la cultura e il giuridico.

 

Comunitarizzare la Cultura

 

In ambito di libertà di pensiero, significa aderire ad una mentalità e sensibilità comune, a valori condivisi: l'ecologia, il rispetto delle individualità e della loro libertà, la ricerca del bene collettivo, il promuovere la creatività, lo spirito collaborativo e di condivisione, il sentirsi tutti parte di un tutto comune, la trasparenza, la ricerca delle verità della vita. C'è una tendenza verso una cultura olistica, nel sentire che tutti gli esseri sono intimamente collegati fra di loro. Complessivamente si vuole favorire negli individui un passo interiore dall'egoico individuale al bene comunitario. Affinché non si crei poi un egoico di gruppo, occorre che ogni gruppo abbia una missione che vada oltre se stesso, verso il bene di tutta l'umanità, come è nella prospettiva delle CNM. Nei percorsi comunitari occorre anche coltivare una via di evoluzione della coscienza individuale e di gruppo.

 

Comunitarizzare il giuridico

 

Significa che le norme di convivenza vengono create dal basso verso l'alto e sono sotto il controllo degli individui e delle loro comunità, che creano e gestiscono le loro norme di convivenza. Significa anche che ci si focalizza su territori locali in cui i comunitari convergono e attuano il loro abitare e operare. Le CNM auspicano l'avvento di una Stato delle comunità, in cui ogni livello della società collabora con l'altro, con un controllo reciproco: il basso controlla l'alto e l'alto controlla il basso.

 

Comunitarizzare l'economia

 

OBIETTIVI DELL'ECONOMIA COMUNITARIZZATA

 

Un obiettivo di fondo è quello di risolvere le contraddizioni e le attività distruttive dell'attuale modello economico, conservandone gli aspetti positivi. Un altro obiettivo centrale è quello che ogni comunità territoriale raggiunga il più possibile di autosufficienza nella produzione di beni e servizi necessari alla Comunità (cibo, abitazioni, riscaldamento, energia, educazione bambini, salute, assistenza, servizi, ecc.). Un terzo obiettivo è quello di ridurre il lavoro complessivo per la produzione dei beni necessari, pur aumentandone la qualità e la funzionalità.

 

PERCORSO CONCRETO PER COMUNITARIZZARE L'ECONOMIA

 

All'inizio del percorso deve crearsi un Gruppo (che è quello della CNM degli attivi) di persone disponibili a mettere in comunione i loro talenti e professionalità, a disposizione gli uni degli altri. Occorre poi saper attirare le professionalità mancanti e occorre trovare un territorio, un luogo, dove realizzare la comunitarizzazione dell'economia, uno spazio di convivenza e azione, in parte centrato e in parte diffuso, dove le persone interessate sono disponibili a trasferirsi, risolvendo il problema dell'alloggio e quello del lavoro.

 

I comunitari potranno-dovranno anche mettere a disposizione (una tantum e/o regolarmente), mezzi produttivi e/o risorse finanziarie sotto forma di donazione o prestito o quota sociale nelle imprese. Senza risorse condivise, in beni o finanze, le esperienze comunitarie non possono avviarsi.

 

DUE BRACCIA PER L'ECONOMIA COMUNITARIA

 

L'economia comunitaria ha due braccia, entrambe necessarie:

 

1. L'economia privata, familiare interna di gruppo, non commerciale e non contabilizzata (come in una famiglia), attraverso la CNM. In questa ognuno offre gratuitamente, come servizio alla comunità, le proprie competenze (in modo organizzato dagli organismi della Comunità) e riceve gratuitamente dalle competenze altrui. Si dona la propria attività per il bene comune e si riceve dal bene comune.

 

2. Un'economia cooperativistica rivolta all'interno e all'esterno della comunità. I suoi lavoratori sono normalmente interni alla comunità e solo dove mancano le competenze sono scelti dall'esterno. I prodotti e servizi (quelli non autoprodotti dall'economia privata), vanno a pagamento, sia ai soci della comunità, sia verso il resto della società. Queste economia rivolta all'esterno serve per creare prodotti e servizi che non sono creati dall'economia interna e per dare un reddito parziale da lavoro (nelle forme consentite dalle leggi) a persone socie della CNM e attive parzialmente anche nell'economia interna, per procurare loro un reddito modesto, per quello che serve al di là di quanto già offre l'economia interna.

 

RAPPORTO FRA LE DUE ECONOMIE

 

L'economia comunitaria privata è rivolta solo all'interno della comunità, mentre l'economia comunitaria d'impresa produce sia per l'interno che per l'esterno della comunità. L'economia di tipo 1 dovrebbe crescere nel tempo, mentre l'economia di tipo 2 dovrebbe ridurre fino ad annullare la parte di produzioni destinate al mercato esterno. Non che debba scomparire l'organizzazione di tipo impresa, ma il dare i prodotti e servizi all'esterno della comunità, con l'obiettivo che tutta la società diventi a base comunitaria, con una economia totalmente comunitarizzata. Una singola persona potrebbe far parte solo della CNM e non delle cooperative, solo delle cooperative e non della CNM, sia della CNM che delle cooperative. Partecipando alla CNM si partecipa alla economia privata condivisa.

 

GLI ARTIGIANI

 

Molti hanno imprese individuali, legati alle loro professioni (muratori, idraulici, elettricisti, falegnami, dentisti, medici, pittori, meccanici, ecc.). Come potrebbero entrare nel sistema comunitario? Le loro professioni sarebbero utilissime per andare verso l'autosufficienza totale interna. Ma all'inizio non c'è lavoro per tutti solo all'interno della comunità, perché ogni comunità territoriale inizialmente è piccola. Come la comunità è progettata per avere un'economia verso l'interno e una verso l'esterno, così anche gli individui della comunità possono avere una attività rivolta in parte alla comunità e in parte verso l'esterno. Nella parte rivolta all'interno essi (se sono soci attivi della CNM) non agiscono come impresa ma come membri della famiglia comunitaria. I materiali necessari saranno acquistati dalla comunità e l'attività pratica necessaria sarà offerta gratuitamente, come servizio familiare comunitario. Di contro parteciperanno al sistema di condivisione dei beni e servizi prodotti all'interno. L'attività produttiva rientra nel sistema privato di condivisione, mentre i beni da acquistare, necessari all'attività produttiva, devono essere pagati dalla comunità. Un artigiano potrebbe non essere socio della CNM e non partecipare al sistema di condivisione, ma essere socio in una cooperativa promossa dalla comunità. Invece di avere ognuno una sua partita IVA, ideale sarebbe che gli artigiani dessero la loro opera all'interno di un'unica cooperativa di produzione e lavoro, con un'unica partita IVA.

 

GLI AGRICOLTORI BIO-NATURALI

 

Sul territorio di riferimento ci possono essere dei produttori biologici, anche non certificati. Come potrebbero rientrare nel progetto comunitario? La modalità più avanzata, potrebbe essere di affidare la terra in comodato o affitto alla comunità che la gestisce in proprio, all'interno dell'economia privata o dell'economia cooperativa d'impresa, dove l'agricoltore potrebbe diventare socio lavoratore. Potrebbe trattarsi anche di una sola parte dei terreni. Oppure l'agricoltore potrebbe diventare socio conferitore della cooperativa agricola della CNM, anche senza interagire con l'economia interna di condivisione. Potranno essere attivate anche altre forme di scambio, per esempio il baratto.

 

L'ECONOMIA DELLE COMUNITÀ ABITATIVE.

 

L'abitare è libero, non è disciplinato dalla comunità. La comunità si propone di favorire l'abitare sul territorio di riferimento, sia in forma familiare che in forma di piccola comunità abitativa (esempio 10 persone) se alcuni edifici lo consentono o vengono costruiti appositamente. Così come le famiglie, le comunità abitative hanno una loro economia comunitaria privata interna che non ha nulla a che vendere con l'economia condivisa della comunità territoriale. Esse sono un elemento della comunità territoriale, una sotto-comunità, che riguarda solo l'aspetto abitativo e del consumo. Poi alcuni componenti di questa comunità potranno anche essere coinvolti nell'economia comunitaria della Comunità territoriale e partecipare al sistema comunitario di condivisione. Le comunità abitative possono aiutare a sviluppare uno spirito comunitario e ad accelerare i percorsi evolutivi personali. Inoltre contribuiscono a limitare i costi per persona. Le comunità abitative sono un abitare di gruppo (detto anche cohousing) invece che un abitare di piccola famiglia. Sia i componenti delle famiglie che i componenti delle comunità abitative possono partecipare al progetto comunitario e all'economia comunitaria, con tutti i loro componenti o solo alcuni.

 

GLI ECOVILLAGGI

 

Una comunità territoriale (una CNM) potrà cercare di strutturarsi ad ecovillaggio, centrato o diffuso, su un territorio limitato. Il termine ecovillaggio dice solo che c'è un orientamento ecologico in un gruppo di persone che vogliono svilupparlo insieme su un territorio comune. Per essere un Ecovillaggio della CNM esso deve essere "a gestione comunitaria", cioè i suoi abitanti devono essere in massima parte soci della CNM territoriale, con tutto ciò che questo comporta, compresa la comunitarizzazione dell'economia. In caso contrario si tratta di un altro tipo di ecovillaggio.

 

PUÒ PARTECIPARE CHI LAVORA FUORI DELLA COMUNITÀ?

 

Chi lavori fuori della Comunità (per esempio in un ente pubblico o in una banca o in un'impresa), non riesce a partecipare né all'economia interna né all'economia comunitaria d'impresa, se non come socio fruitore. Non potrà avere prodotti e servizi dell'economia interna, e se desidera avere prodotti e servizi delle imprese promosse dalla comunità, dovrà acquistarli da esse o esserne socio fruitore. Se desidera abitare in una comunità abitativa dove ci sono dei comunitari, fra cui magari anche il proprio partner, dovrà fare un accordo con loro, nel quale la comunità territoriale non è coinvolta.

 

COME POSSONO PARTECIPARE I PENSIONATI?

 

I pensionati si trovano in una condizione ideale per offrire un buon contributo allo sviluppo delle Comunità nuovo mondo, finché conservano capacità lavorative e le vogliono impiegare per il bene collettivo. Avendo un indipendenza economica, essi potranno partecipare più facilmente alla famiglia comunitaria e alla sua economia interna, offrendo la propria opera gratuitamente e ricevendo i frutti dell'opera altrui. Potranno liberamente offrire un contributo mensile per vitto e alloggio, nel caso gli sia garantito dalla comunità.

 

EQUILIBRIO DEL DARE E RICEVERE

 

Gli organismi della comunità (consiglio di Comunità, consiglio economico, comunità di settore) hanno il compito di tenere in equilibrio il dare e il ricevere degli individui, eventualmente anche attraverso contratti privati personalizzati e flessibili. Si vorrebbe che ognuno desse alla comunità più di quello che da lei riceve, in modo che la comunità si possa espandere e possa fiorire e accogliere nuove persone.

 

GLI ACQUISTI IN EURO

 

Ci sono acquisti in euro dei privati della comunità che non riguardano la comunità. Ci sono acquisti delle comunità abitative che non riguardano la comunità territoriale ma solo la comunità abitativa. Ci sono acquisti (di beni o servizi) della comunità territoriale per le attività interne. Per questi acquisti la comunità deve reperire le risorse finanziarie e queste possono arrivare dai contributi volontari dei singoli comunitari ( da chi ha una rendita, tipo pensione o altro, da chi ha un lavoro anche all'esterno o da chi ha risparmi). Oppure il reperimento di alcuni beni può derivare da un baratto, invece che da un acquisto. Gli acquisti delle imprese promosse dalla comunità sono pagati dalle imprese e rientrano nell'economia d'impresa.

 

L'ESSENZA DELL'ECONOMIA COMUNITARIZZATA

 

Nell'economia comunitarizzata le attività produttive, dei due tipi di economia (privata e cooperativa d'impresa) sono create e gestite dalla Comunità attraverso i suoi organismi e la sua organizzazione. I risultati dell'economia privata collettiva sono condivisi fra i partecipanti e soci della CNM, mentre i redditi delle attività produttive d'impresa sono condivisi fra i lavoratori dell'impresa. I consumi dei partecipanti alla comunità vanno orientati ai prodotti e servizi generati dalla comunità, nelle sue due forme di economia.

 

ATTIVITÀ

 

Fra le infinite attività possibili verso l'autosufficienza comunitaria, le CNM cercheranno anche di creare strutture che facilitano la condivisione: centri abitativi, centri d'incontro e culturali, mense, centri salute, centri acquisti, centri servizi, centri formativi per i bambini, centri di produzione agricola, ecc.

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